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Cronache

Le associazioni attaccano Crocetta : “Troppe anomalie nella costituzione della Super Camera di Commercio”

“Le scriventi associazioni hanno avuto modo, fin dal dicembre 2015, di segnalare al Presidente Crocetta e allAssessore al ramo Lo Bello gravissime anomalie nella procedura di costituzione della Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa della Sicilia Orientale”. E’ l’inizio di una lunga nota scritta dalle associazioni di categoria davanti alla volontà del  presidente Crocetta di unire le Camere di Commercio delle province orientali.

 

Tra le anomalie denunciate ci sono  la modalità di attuazione delle procedura, estremamente inquietante nella tempistica, con la quale sono state adottate le scelte sulla composizione del Consiglio, così come la procedura adottata e la modalità di attuazione per lo svolgimento dei controlli, che alla prova dei fatti si è dimostrata del tutto inadeguata a dare le garanzie di correttezza che avrebbe dovuto assicurare.

Inoltre, ancora più strana risulta essere la presenza di oltre 17.000 casi nei quali unimpresa è risultata iscritta a più associazioni, in un caso addirittura in cinque associazioni diverse, fatto questo che richiederebbe il pagamento di ben cinque quote associative o di  quasi 9.000 casi nei quali si è riscontrata la presenza di imprese con sedi duplicate caratterizzate da piccolissime differenze.

Casi in cui sono presenti associazioni inesistenti sul territorio fino al momento dell’iscrizioni o riduzioni di numeri degli addetti. !Questo, solo per citare alcune delle più importanti anomalie” spiegano

“Tutte queste gravi anomalie – continuano hanno paradossalmente e incomprensibilmente sempre penalizzato solo una parte condizionando pertanto, e addirittura capovolgendo, l’esito della procedura medesima. E altre gravi circostanze stanno ulteriormente emergendo, e se confermate saranno anchesse segnalate alle autorità competenti, a conferma di una procedura caratterizzata da anomalie che ne hanno fin qui condizionato e falsato lesito.

Di tutte tali situazioni sono state presentate dettagliate denunce che, com’è noto, hanno dato luogo a un procedimento penale, con iscrizioni nel Registro degli indagati, presso la Procura della Repubblica di Catania con ipotesi di reato contestate nell’ambito appunto delle condotte poste in essere.

Com’è noto al Presidente Crocetta è anche pendente un ricorso al TAR in attesa della discussione di merito.

Il Presidente della Regione ha anche mostrato di essere pienamente consapevole di tali gravissime anomalie, tanto da avere indirizzato, il 16 maggio u.s., una propria comunicazione all’assessore Maria Lo Bello, con la quale, rilevate le denunce, dava disposizione di effettuare le opportune verifiche prima che si procedesse all’adozione del decreto assessoriale.

E invece, l’assessore Lo Bello, adottava comunque un primo decreto e ne adotterà infine ben tre a correzione di inspiegabili errori.

Era stata anche annunciata la nomina di un verificatore terzo, addirittura con listituzione formale di un Collegio di Garanzia (D.A. n. 2360 del 04/08/2016), al quale era stato dato addirittura la facoltà di proporre la revoca in autotutela dei provvedimenti e la segnalazione delle eventuali anomalie riscontrate alle autorità competenti, salvo poi, dopo la rinuncia allincarico del presidente designato, dichiarare repentinamente che non sarebbe toccato alla Regione verificare le denunce di brogli e di precisi reati, bensì al MISE. A prescindere dal fatto che in tal caso non si capirebbe con quale tipo di istruttoria sia stato emanato il decreto istitutivo di tale Collegio, occorre dire che è cosa risaputamente non vera che i controlli spettino al MISE, posto che prima il Direttore Generale del MISE e poi il sottosegretario al MISE, on. Gentile, questultimo rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, hanno chiarito che i controlli dipendono dalla Regione, come d’altra parte chiunque avrebbe potuto rilevare posto che è stato un membro del governo regionale ad emettere il primo decreto e sarà infine un decreto presidenziale a concludere la procedura.

Se pertanto il decreto di nomina dei Consiglieri per il successivo insediamento del consiglio venisse emanato prima dello svolgimento degli annunciati controlli, laddove fossero confermate le ipotesi di reato si avrebbero gravi responsabilità del Presidente della Regione e dell’Assessore alle Attività Produttive, negli omessi controlli e nella emanazione dei decreti regionali che consoliderebbero le condotte poste in essere.

E ciò – concludono – senza considerare il gravissimo ed ingiustificato precedente costituito dal fatto che, nonostante le chiare previsioni di legge, sin dall’anno 2014 non si è proceduto a completare, in base a quanto previsto dagli artt. 11 e 12 del DM 156/2011, il Consiglio della Camera di Commercio di Catania, tuttora insediato, con la sostituzione dei componenti dimissionari, con ciò estromettendo nei fatti dalla gestione della delicata procedura di accorpamento delle Camere di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa i legittimi rappresentanti della Camera di Commercio di Catania, e le legittime maggioranze che si erano formate, e sostituendole con un Commissario nominato dalla Regione che gestisce la Camera di Catania ormai da diversi anni” .

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Redazione

Quotidiano on-line siciliano

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