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Cronache

Cambio appalto al Cara di Mineo, dubbi sul futuro di 302 lavoratori

Cambio appalto al Cara di Mineo, dubbi sul futuro di 302 lavoratori.

Alla fine del mese di settembre cambia l’appalto per la gestione del CARA di Mineo, ma rimangono molti dubbi sul futuro degli 302 lavoratori che fino ad oggi l’hanno gestito.

La situazione è di stallo per questo il sindacato Snalv e i lavoratori che rappresenta, si dicono molto preoccupati.

La possibilità di perdere di posti di lavoro, in un territorio che certamente non se lo può permettere per le difficili condizioni economiche e di sviluppo, sembra una realtà possibile dato che le aziende subentranti hanno già dichiarato volontà di non applicare la clausola sociale secondo cui almeno una parte del totale del personale dovrebbe continuare a lavorare nel servizio. Una clausola prevista dal CCNL, dal decreto 51 e dalla nota della prefettura, ma che alla nuova ditta non sembra interessare.

Eppure, come si evince dal Capitolato d’appalto e dalle specifiche tecniche integrative relative alla fornitura dei servizi, c’è una discrepanza tra il personale previsto e i servizi da attuare.

Il segretario regionale del sindacato Snalv, Antonio Santonocito, ritenendo doveroso fare di tutto per la salvaguardia dei posti di lavoro, chiede di di assorbire tutto il personale e al contempo attivare i fondi FAMI per assorbire eventuali esuberi.

Il Fondo asilo migrazione e integrazione 2014-2020 – è uno strumento finanziario il cui obiettivo è promuovere una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno: asilo, integrazione e rimpatrio. Si tratta di una proposta attivabile dalla amministrazioni locali dalla comunità europea in aggiunta al capitolato del CARA.

“Ancora una volta si pesa di cambiare la gestione di un ente sulle pelle dei lavoratori, calpestandone i diritti sanciti dalla legge e fregandosene delle conseguenze economiche e sociali legate a scelte del genere”, afferma il segretario regionale Snalv, Antonio Santonocito. “Non possiamo permettere che circa 80 persone perdano il posto di lavoro, riconosciuto come diritto, pertanto chiediamo di rispettare la legge e di rispettare i lavoratori”, aggiunge. “La ditta aggiudicatrice deve, prima della firma del contratto, esplicitare l’organigramma e l’organizzazione prevista per l’espletamento dei servizi; quindi dovrebbe chiarire quante figure verranno assunte e con che modalità dovranno prestare servizio”, dichiara Santonocito.

Domani, 25 settembre 2018 è prevista una riunione indetta dal Centro per l’Impiego di Catania, presso i locali della Presidenza della Regione Siciliana a Catania, e relativa alla tutela occupazionale per i lavoratori impegnati nei servizi al CARA. I dipendenti saranno in sit in a partire dalle ore 9.

E.F.

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Redazione

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