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Calcio Catania. Tutti contro Lo Monaco

Alta tensione tra la tifoseria e la società del Calcio Catania. Lo Monaco sotto accusa prova a difendersi. Attesa per la partita di stasera.

Calcio Catania, le tifoserie non mandano giù il boccone amaro sulle scelte della società. Venerdì alle ore 20:00 in piazza Spedini, il Presidente Davide Franco e il patron Nino Pulvirenti sono invitati dalle tifoserie a un confronto pubblico. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e inasprire ancora di più i tifosi, la lettera aperta dell’AD della squadra etnea, Pietro Lo Monaco.

I fatti.

La tifoseria contesta ai vertici del Calcio Catania l’impiego di “metodi e stratagemmi antiquati” che non hanno permesso, alla resa dei conti, di “completare per tempo e adeguatamente l’organico”. Il dito dei tifosi è puntato in particolare contro Lo Monaco.

«Come al solito – scrivono in una nota – (Pietro Lo Monaco, n.d.a.) non si è assunto responsabilità alcuna. Come al solito è convinto di avere creato una rosa capace di vincere il campionato che in C, ricordiamolo, è l’unico obiettivo possibile e accettabile per Catania».

Da questo passaggio, i tifosi sembrerebbero non condividere la scelta di escludere dalla rosa Rosario Bucolo, Giovanni Marchese e Marco Biagianti. E accusano Lo Monaco di irresponsabilità e arroganza.

«Dopo i tifosi, (Pietro Lo Monaco, n.d.a.) attacca i giornalisti, il mister malcapitato di turno e poi i giocatori. Perché la colpa di ciò che accade – apostrofano i tifosi – è dell’intero universo fuorché la sua. Non ci meravigliamo: chi stenta sul piano delle relazioni umane, non può certo riconoscere i propri limiti».

Il confronto dei vertici del Calcio Catania con la città.

Le tifoserie rivendicano la loro lealtà alla squadra sul piano degli abbonamenti. «Avremmo potuto esprimerci durante la campagna abbonamenti, raccontare di una società che è considerata un corpo estraneo nel corpo e soprattutto nel cuore della città», continuano i tifosi. «Ebbene, non lo abbiamo fatto unicamente per senso di responsabilità». I numeri parlano chiaro: 5.685 le tessere vendute senza nessuna interferenza atta a screditare la società.

Dell’atteggiamento dei vertici del Calcio Catania, i tifosi  contestano “un dirigente a cui pare sia concesso il diritto di vita e di morte sulle vicende dei nostri colori, un direttore sportivo che è un ectoplasma, un fantoccio che è sempre contento della squadra. Pure quando le lacune in organico sono evidenti come i crateri dell’Etna”.

Il risanamento del Calcio Catania sbandierato, per i tifosi, è solo una grande bugia. «Questa società ha straparlato di risanamento, in maniera opportunista e modulata a seconda dei momenti, usando un argomento così delicato come evidente pretesto. Saremo noi chiari per loro: in C non avete risanato un bellissimo niente. Rimanere in C ha causato e causa tuttora danni sempre più gravi».

«È giunto il momento – incalzano – che la proprietà e chi la rappresenta nel consiglio di amministrazione si confrontino con la città». I tifosi quindi chiedono al dott. Davide Franco di chiarire pubblicamente la situazione attuale della società, le prospettive future del Catania e il ruolo di Pietro Lo Monaco. Ma soprattutto chiedono di sapere le ragioni per cui i vertici della società sono “inavvicinabili, una sorta di esclusivo privé per dirigenti, giocatori, mister”.

Lo Monaco replica: “Ora mi sono rotto le scatole!”

«Ora mi sono rotto le scatole» tuona Pietro Lo Monaco. «Ho pazientato fin troppo nel sopportare i continui attacchi di chi non sa nemmeno cosa significhi amare la propria squadra».

«Fatico non poco a comprendere chi ci sia dietro tutte queste eresie – premette l’ad del Calcio Catania – che puntualmente vengono amplificate mediante pubblicazione da testate più o meno dubbie». A quali “testate più o meno dubbie” si riferisca Lo Monaco è difficile da decifrare. Si tratta delle stesse testate che, come danno voce ai tifosi, riservano medesimo trattamento all’ad del Calcio Catania? Si chiama democrazia. È regolata dalla Costituzione. «A dire il vero – continua Lo Monaco – tutti possono immaginare chi siano pseudo rappresentanti della Curva Nord e avvocati compiacenti». Ma delle due, una. O Lo Monaco fatica non poco a comprendere da chi partano le invettive contro di lui, o lo immagina. E perché non fa nomi e cognomi?

E rivolgendosi agli autori della nota, Lo Monaco prova a mettere a modo proprio i puntini sulle “i” secondo il suo personale punto di vista: «Vi dico chi non siete, chi siete e chi sono io».

Sotto accusa i rappresentanti sconfessati della Curva Nord e avvocati compiacenti

«Voi non siete tifosi del Catania e non rappresentate la grande tifoseria del Catania, quella che soffre e gode insieme alla squadra. Siete, invece, coloro i quali, nascondendosi dietro il finto attaccamento alla maglia, hanno sempre usato il Catania per fare i protagonisti. Siete quelli che non si sono mai apertamente e chiaramente dissociati da certi comportamenti che hanno portato discredito alla città di Catania, alla grande tifoseria del Catania ed ai colori rossazzurri».

«Ometto di elencare – continua – l’interminabile serie di episodi che oggi rende possibile ad alcuni, con nostro grande dolore e dispiacere, classificare la nostra tifoseria in realtà tra le migliori in Italia, come una delle più facinorose, costringendo noi, la società, a pietire presso gli organi competenti per non andare incontro a divieti e restrizioni in tema di trasferte».

Lo Monaco perciò rimprovera ai tifosi: «E voi, avete condannato questi atteggiamenti che tolgono a tanti catanesi appassionati la possibilità di andare in trasferta? Avete dato un segnale chiaro, forte, preciso? No».

Lo Monaco disapprova la presenza dei sedicenti tifosi sulla stampa.

«Voi, e non certo la tifoseria del Catania – prosegue – avete scelto di fare i protagonisti, facendovi ospitare con proclami e lettere farneticanti dal giornalista di turno. Non si è mai vista, nella storia del calcio, delle società calcistiche e delle testate giornalistiche, una Curva così presente sui giornali, con lettere più o meno deliranti. Voi siete quelli che non perdono mai, quelli che si ergono a giudici, quelli che, dite, proteggono e sostengono».

«Ma come lo fate? Con gli insulti, i cori intimidatori, le contestazioni feroci? Spiegatemi: queste cose hanno a che fare con l’amore? Grazie al Catania, voi siete protagonisti». E rimprovera: «Dovete dire grazie al Catania, non viceversa».

«Voi non siete tifosi del Catania», ribadisce. «I tifosi del Catania sono quelli che mostrano amore e attaccamento nella buona e nella cattiva sorte, apprezzano impegno e dedizione».

“Io sono io e voi non siete un c…o!”, cit.

Lo Monaco, perciò si presenta. «Ho quasi 65 anni e sono da circa 50 nel mondo del calcio, accumulando esperienze in tutti i ruoli e in tutte le categorie. Mi limito a parlare di quella a Catania, città meravigliosa che mi ha accolto nel 2004». Da qui, una lunga prosopopea autoreferenziale dei traguardi e delle conquiste in favore della squadra e della società.

«Abbiamo conquistato insieme una promozione in A, categoria lasciata nel 1984 e ritrovata nel 2006. Questa società, migliorando piazzamenti e record di punti, ha poi vissuto otto stagioni consecutive nella massima serie, un record in chiave rossazzurra. Abbiamo valorizzato tanti calciatori, realizzato plusvalenze e con queste abbiamo costruito un centro sportivo che è orgoglio di Catania, invidia di tanti club e, soprattutto, dà lavoro a circa 250 persone e quindi ad altrettante famiglie catanesi».

Lo Monaco, paladino chiamato a salvare il Catania?

Dopo quattro anni di separazione, nel 2016 torna in campo Lo Monaco. «Al mio ritorno, il Catania veniva da una salvezza raggiunta all’ultima giornata in Serie C dopo due retrocessioni ed era sull’orlo del fallimento. A proposito – pizzica l’ad – sono sicuro che nei 4 anni di distruzione del giocattolo voi non c’entravate nulla. Anzi, eravate giudici e accusatori, non parte in causa del fallimento».

A parere di Lo Monaco, sarebbe dunque stato auspicabile ripartire dai dilettanti, azzerando tutto come avvenuto in apre squadre. «La proprietà, invece, ha inteso fare in modo che non si perdesse la matricola, tanto cara a chi ama la nostra storia, e che il Catania non subisse l’onta del fallimento. Così, ci si è imbarcati in un’opera di risanamento ardua, a tratti impossibile, che mi ha visto coinvolto. A volte la strada sembra in discesa, altre volte improvvisamente emergono difficoltà. Ed è per questo che rendo conto alla città di momenti economicamente differenti, da un mese all’altro, non certo per “mettere le mani avanti”».

La lettera aperta di Lo Monaco ha inasprito ulteriormente gli animi dei tifosi che sembra si siano coalizzati contro di lui anche alla luce della sconfitta del Catania a Monopoli.

Dalla pagina Facebook “La domenica allo stadio” hanno ribadito di volere un incontro solo con Antonino Pulvirenti e Davide Franco, rispettivamente patron e presidente del Calcio Catania.
Una eventuale, ma alquanto improbabile, presenza di Lo Monaco non sarebbe gradita ai rappresentanti delle tifoserie. «Specifichiamo che non ci interessano interventi terzi e partecipazioni di soggetti non richiesti».
Ora tutta l’attesa è per stasera al Massimino. Quale sarà la reazione delle curve?

 

 

 

 

 

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Salvatore Giuffrida

Classe 70. Giornalista per passione ma nella vita passata chimico e topo di laboratorio. Un buon vino ed un piatto tipico sono sempre ben accetti. Per gli animali un amore sconfinato.

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