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Calcio Catania: è qui il caos?

Che all’interno della società Calcio Catania non si viva una situazione tranquilla da due anni a questa parte è purtroppo noto a tutti coloro che tengono ai colori rossazzurri. Il proverbio “al peggio non c’è mai fine” sembra essere di casa a Torre del grifo. All’indomani della sconfitta di Bologna la situazione, infatti, sembra essere precipitata: il tecnico Marcolin, con i suoi cervellotici cambi, sembra non aver più il controllo sul  gruppo, il pareggio interno servito su un piatto d’argento al Livorno, dopo la rinuncia a giocare il secondo tempo, ne è la prova evidente. La sconfitta indecorosa contro un Brescia virtualmente retrocesso e l’immediato “ritiro ricreativo” più che punitivo a Torre del grifo  che anticipano la scampagnata che i rossazzurri fanno al Massimino contro il modesto Cittadella sono soltanto le ultime testimonianze di una gestione, targata Cosentino, approssimativa per usare un eufemismo.

Dalla società Calcio Catania nessun segnale, nessuna spiegazione sulle cause di un disastro di proporzioni inenarrabili che ha distrutto un’impero calcistico creato in un decennio. Al silenzio assordante di una società assente fa da contraltare il durissimo comunicato della curva nord indirizzato al presidente Antonino Pulvirenti, più volte chiamato, invano, ad intervenire nel corso della stagione:

COMUNICATO CURVA NORD.
Condividete, massima diffusione.

Abbiamo aspettato. Abbiamo protestato, civilmente – molti rimpiangono vecchi tempi che non potranno tornare più, e molti parlano di vecchi tempi senza averli mai vissuti – abbiamo provato a spronarvi con le buone; abbiamo organizzato incontri chiedendo di parteciparvi senza che vi siate mai nemmeno degnati di rispondere.
Adesso basta. Non aspetteremo nemmeno un minuto in più. Non aspetteremo la fine del campionato. Pretendiamo spiegazioni immediate.
Pulvirenti convochi subito una conferenza stampa per:
1) chiedere scusa per tutte le cazzate che ha fatto.
2) visto che non ha intenzione di passare la mano, chiarisca quello che vuole fare per il futuro e con chi lo vuole fare.
Permanendo il silenzio noi adotteremo una soluzione drastica, mai applicata prima: chiederemo a tutta la tifoseria di DISERTARE LA CAMPAGNA ABBONAMENTI, ALLO STADIO E IN TELEVISIONE.
Non daremo più a Pulvirenti e Cosentino nessuna delega in bianco. Dovranno riconquistarsi la nostra fiducia, partita dopo partita; con la serietà, con la programmazione, con il dialogo e con l’ascolto. Della città e dei tifosi ai quali quest’anno, forti degli undicimila abbonamenti sottoscritti in bianco, hanno regalato silenzi e umiliazioni in serie. Non vi permetteremo più di ricambiare il nostro amore incondizionato con l’indifferenza e il disinteresse.
Con il tuo silenzio, Pulvirenti, hai rotto.
Il momento di parlare è arrivato e non aspetteremo un minuto in più.

Se a Torre del grifo regna il silenzio assoluto, in città il tam tam mediatico si è scatenato, voci incontrollate, sussurri e indiscrezioni sono ormai all’ordine del giorno. Si è passati dalle trattative di presunte cordate interessate all’acquisizione del Catania (non smentite dalla società) a partite degli etnei finite sotto la lente di ingrandimento per flussi di denaro anomali. Si parte dall’ultimissima partita persa dai rossazzurri contro il Cittadella, sulla quale si sono evidenziate notevoli flussi di denaro sul risultato esatto del primo tempo, l’1-1, e poi la vittoria finale del Cittadella. Anche Catania-Crotone del 16 febbraio scorso è citata nel provvedimento e nelle intercettazioni illustrate dal procuratore capo di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, durante la conferenza stampa sull’operazione contro il calcio scommesse che coinvolge diversi club di Lega Pro e Serie D.

Se, come sembra,  l’anno prossimo Pulvirenti sarà ancora una volta affiancato al timone della società da Pablo Cosentino, farà molta fatica a ricucire lo strappo ormai evidente con l’intera piazza.  Il numero uno rossazzurro dovrà inevitabilmente illustrare a chi, oggi più che mai, chiede l’allontanamento dell’a.d. i motivi “inspiegabili” della sua riconferma dopo due anni disastrosi per la società dal punto di visto sportivo e patrimoniale, tenendo sempre in considerazione la cacciata di Gasparin nonostante la conquista dell’ottavo posto nella massima serie.

 

 

 

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