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Acireale: Fondi regionali calamità 2014. Catanoso “Perchè l’amministrazione non ha aiutato i cittadini?”

Dopo gli eventi calamitosi che hanno colpito Acireale nel Novembre 2014, Basilio Catanoso ha presentato al consiglio dei ministri una interrogazione atta a garantire un ristoro alla cittadinanza per i danni subiti.

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Per avere chiarimenti sulle dovute competenze e sulle possibilità d’intervento l’interrogante Catanoso, insieme al collega Fausto Raciti si è inoltre recato dal prefetto Gabrielli, il quale ha chiarito la situazione alla luce della nuova normativa in materia di protezione civile contenuta nella legge n.100 del 2012.

La legge prevede infatti che per calamità naturali di non gravissima entità, come è stata classificata quella di Acireale, siano gli enti locali ad effettuare gli interventi necessari, non sarebbe potuto essere così se fosse stato riconosciuto dalla protezione civile uno stato di calamità più grave.

L’interrogazione effettuata dal deputato acese ha trovato risposta, che lo stesso Catanoso ha presentato oggi alla città:

«Il comunicato di risposta della protezione civile nazionale e quello della presidenza del consiglio dei ministri alla mia interrogazione dicono chiaramente attraverso la legge num.225 che è problema del comune, per questo livello di calamità, erogare il ristoro ai privati attraverso i fondi già stanziati dalla regione»

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La regione avrebbe già infatti fatto arrivare ad Acireale, oltre ad una cifra “d’emergenza” per i lavori immediati un’ulteriore cifra di 3 milioni di euro come ristoro per i danni subiti,  somma che però sarebbe stata utilizzata dall’amministrazione esclusivamente per il ripristino di opere pubbliche.

Catanoso ha dunque voluto rispondere alle richieste di chiarimenti dei cittadini che aspettano ancora un aiuto da parte delle istituzioni per il ripristino dei danni subiti dalle abitazioni:

«Io ritengo che si sarebbe fatto bene ad attenzionare prima i privati e poi le cose pubbliche, bisogna comprendere il perchè della scelta fatta dall’amministrazione, politicamente e giuridicamente lecita, ma che secondo me non segue la morale del buon padre di famiglia».

Nello specifico sarebbero il “Teatro Maugeri” e il “PalaVolcan” le due strutture a cui il comune avrebbe dato la precedenza, strutture i cui danni da riparare a questo punto non sarebbero più solo quelli causati dalla tromba d’aria ma anche quelli provocati da anni di incuria.

«Siamo stati fortunati – ha concluso Catanoso – la calamità non è stata gravissima e con la classificazione di secondo livello della nostra emergenza si può intervenire a favore dei privati, considerato che l’amministrazione non lo ha fatto finora i cittadini possono richiedere, sempre attraverso il sindaco, un ampliamento del finanziamento regionale».

 

 

 

 

 

 

 

 

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