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Caffè concerto. A Catania è sconcerto

Dove sono i concerti?

I caffè concerto, a Catania, sono solo la coda di un requiem che sfuma e che non tutti riescono ad afferrare. O, tutt’al più, il pretesto per alcuni esercenti di richiedere suolo pubblico in estate. Perché la musica di intrattenimento è finita da tempo. Intanto, l’amministrazione comunale, pubblicando la delibera di giunta prima e il bando che regolamenta i concerti di intrattenimento nei locali poi, si è messa in pace con i cittadini che altrimenti avrebbero scatenato le solite polemiche.

Caffè concerto. La delibera di giunta

“Con carattere di continuità, nel quadro delle attività di promozione turistico culturale, da diversi anni si è ritenuto opportuno offrire la più ampia possibilità di fruizione della città, anche attraverso la manifestazione denominata Caffè Concerto”. L’attacco del documento intercetta le prime ipocrisie che con tutti i buoni propositi, perciò non in malafede, affida ai caffè concerto la sorte del suolo pubblico estivo ai locali.

Infatti: “Tale manifestazione – il cui avvio coincide di massima con quello della stagione estiva, nella
quale la Città presenta minori problemi di congestione derivante dal traffico veicolare – si concretizza con l’implementazione nella fascia oraria serale della concessione di suolo pubblico agli esercizi che effettuano ristorazione“. Non un cenno, dunque, a quello che rappresenta la musica dal vivo nei locali e un’adeguata regolamentazione o incentivo per musicisti ed esercenti. La problematica, tuttavia, riscontra nelle leggi nazionali e regionali i principali ostacoli in ambito musicale, come vedremo più in là.

Ma andando avanti nella lettura del regolamento. “Nel periodo estivo, nelle zone del centro storico si assiste ad una massiccia concentrazione di cittadini, provenienti anche dall’hinterland catanese e di turisti che frequentano i locali di ristorazione”. Perciò, concedere il suolo pubblico, con la scusa della musica dal vivo, a Catania giova a rispondere alla domanda turistica.

Gli esercenti, quindi, sono autorizzati a organizzare nei loro locali all’aperto concerti dalle 20:00 alle 2:00.

I riferimenti normativi

Del lungo elenco di leggi, decreti legislativi, determine e altri atti riportati in delibera e ripresi dal bando, solo la L. 26 ottobre 1995, n. 447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico” ed il D.P.C.M. 14 novembre 1997 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore” possono essere riconducibili alle attività musicali.

A differenza della passata amministrazione, nessun veto è stato posto agli strumenti a percussione. E questa sarebbe la vera grande conquista per i musicisti catanesi. Anzi, la vittoria su una battaglia durata anni che ha coinvolto musicisti e addetti ai lavori uniti al solo scopo di fare comprendere che sono i volumi delle percussioni a regolare i volumi di tutti altri strumenti nella musica d’insieme. Un concetto elementare che solo oggi non ha più bisogno di essere esplicato.

Ma il limite imposto dalle normative nazionali è tra le principali cause per cui esercenti e musicisti hanno perso ogni entusiasmo a organizzare i caffè concerto. Stando alla legge, perciò rispettando i limiti imposti dalle tabelle ministeriali, i musicisti dovrebbero suonare entro 60 db.

scala dei rumori

E allora non si potrebbe più parlare di musica di intrattenimento ma di musica di sottofondo che viene assorbita dal brusio delle conversazioni dei presenti. Affinché la musica di intrattenimento possa essere definita tale, il suo volume dovrebbe perciò viaggiare tra gli 80 e i 100 db, almeno. A maggior ragione se consideriamo che le emissioni si disperdono dell’aria. Ma secondo la tabella, rientriamo nella fascia del disturbo.

Può la musica eseguita dal vivo e per mano di professionisti essere considerata un disturbo?

Chi ha redatto questa tabella sarà un ingegnere ma non sarà un musicista. Per i musicisti è più ampio il fastidio che recano i reclami e gli inviti ad abbassare i volumi quando già contenuti mentre si esibiscono, che i decibel necessari alle performance. Le lamentale arrivano in primo luogo dai residenti che la notte vorrebbero dormire. Ed è forse complicato rispondere a una fisiologica e lecita necessità trovando soluzione alle esigenze dei musicisti e del mercato degli aperitivi. Basterebbe infatti anticipare gli orari di esecuzione concentrandoli tra le 18:00 e mezzanotte.

Per un esercente che senso ha ingaggiare band o formazioni semi-acustiche da remunerare, pagare la SIAE e correre il rischio di sanzioni dall’ARPA? Gli basta uno stereo in filodiffusione

Nel corso degli ultimi anni, con l’intensificarsi dei controlli e delle sanzioni, si è persa a Catania – come in altre città italiane – la pratica dei caffè concerto. Una pratica che affonda le sue radici storiche in Francia dalla seconda metà del Settecento ma attualmente in forte battuta d’arresto. I caffè concerto hanno resistito fino agli anni 2000, tra periodi di auge e periodi di crisi, mai così nera e proprio da sconcerto. Perché a beneficiare dei caffè concerto non sono solo esercenti e musicisti. Dalle esibizioni di musica dal vivo su strada, nei locali, ne potrebbe trarre vantaggio anche il turismo musicale locale che purtroppo, ad oggi, non è riuscito ad avere un’adeguata strategia di sviluppo a danno dell’economia cittadina.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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