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Nera

Busta con un proiettile per Amedeo Bertone

Dopo Claudio Fava, tocca ad Amedeo Bertone ricevere una busta con un proiettile.

La lettera anonima è stata recapitata proprio in questi giorni negli uffici del palazzo di giustizia di Caltanissetta. Il destinatario è il procuratore capo Amedeo Bertone. Ad accompagnare il proiettile, alcune righe in cui viene citata chiaramente un’inchiesta attualmente in corso.

Coinvolto in quest’ultima è l’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante, recluso da maggio con l’accusa di associazione a delinquere. Nei giorni scorsi, infatti, la Procura di Caltanissetta aveva avanzato la richiesta di rinvio a Giudizio per Montante ed altri 22 indagati, tra cui l’ex presidente del Senato Renato Schifani e l’ex capo dei servizi segreti Arturo Esposito.

Ad aprire le indagini dopo i chiari avvertimenti lanciati verso Bertone è la procura di Catania. Nel frattempo, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza coordinato dal prefetto Maria Teresa Cucinotta ha deciso di rafforzare ulteriormente la scorta del capo procuratore.

Tre buste con proiettili in venti giorni

Claudio Fava e Luigi Patronaggio. Il primo, presidente della commissione regionale antimafia che al momento lavora su due indagini importanti condotte dalla procura nissena, ossia un focus su Montante e quelle sui poliziotti che avrebbero istituito falsamente il pentito Scarantino nell’indagine sulla strage di Borsellino. Il secondo, procuratore di Agrigento che si occupa dell’ipotetico sequestro di persona ad opera del Ministro Salvini nel caso della nave Diciotti. Fava ha ricevuto i suoi avvertimenti lunedì, ma la busta conteneva solo proiettili. Patronaggio invece è stato il primo destinatario delle minacce: la sua busta è arrivata circa venti giorni fa marchiata dal timbro di Gladio, la struttura paramilitare finita al centro dell’inchiesta sui delitti eccellenti di Palermo.

Ed è proprio Fava a commentare le minacce ricevute dal collega: «Al procuratore di Caltanissetta abbiamo espresso la nostra stima e la nostra solidarietà. È chiaro che in Sicilia c’è un clima ostile contro chi tocca i nervi scoperti del sistema di potere e delle sue collusioni mafiose. E questo ci preoccupa molto».

Inoltre, il Parlamento regionale in questi giorni aveva approvato una legge proposta da Fava che impone ai deputati regionali di dichiarare eventuali affiliazioni alla massoneria.

EG.

 

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Redazione

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