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Buoni motivi per preferire la cucina vegana

Mangiare con gusto si può con un occhio di riguardo verso gli alimenti che decidiamo di portare sulle nostre tavole e con attenzione e rispetto verso tutte le creature viventi. Paul McCartney diceva:” Non si può mangiare ciò che ha un volto”; Charlotte Probst racchiude in queste parole il principio di uno stile di vita vegano: “Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto? Allora sii coerente, non domandare che cosa mangiamo oggi, ma chi mangiamo oggi”. Forse per amore della natura o per moda il veganismo, sta prendendo piede nel nostro paese ma, a causa della scarsa conoscenza a riguardo, è ancora poco apprezzato ed è spesso etichettato negativamente.

In passato molti intellettuali sostenevano con grande fierezza ed orgoglio questa filosofia di vita:”Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana”, sosteneva Albert Einstein; “Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto” disse Leonardo da Vinci; “Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà“, Emile Zola.

Foto di yuri_vazzola_funnyvegan
Foto di yuri_vazzola_funnyvegan

Anche se un italiano su dieci dichiara di preferire la cucina naturale cosa sappiamo davvero a riguardo? Per chiarirci le idee scambiamo due chiacchiere con Giulia, appassionata di cucina vegana che condivide,  grazie al suo blog, ed alla sua pagina Facebook, tante ricette con i suoi seguaci più affezionati ed ha selezionato i piatti migliori e più apprezzati nel suo primo libro di cucina etica e naturale.

Hai dedicato la tua vita ad una grande passione: l’arte della cucina.  

«Cucinare mi è sempre piaciuto sin da ragazzina, da quando però sono diventata prima vegetariana e poi vegana mi sono appassionata sempre di più. Creare piatti sani ed etici ma che fossero al tempo stesso golosi, belli da vedere e che incontrassero i gusti di tutti è diventata per me una vera sfida.»

Da quanto tempo e perché hai adottato questa filosofia di vita “naturale”?
«Ho deciso di non mangiare più carne né pesce circa 7 anni fa per motivi essenzialmente etici, in quanto non volevo più cibarmi di animali, esseri senzienti che come noi provano sensazioni, emozioni, gioie, sofferenze, paure. Da circa due anni ho eliminato anche i derivati per ragioni non solo etiche, dovute allo sfruttamento degli animali per la produzione di latte e uova, ma anche e soprattutto salutistiche, essendomi documentata sui danni alla salute causati da proteine e grassi animali e sugli effetti benefici di un alimentazione 100% vegetale e il più possibile integrale. Infine non dimentichiamo che gli allevamenti intensivi sono estremamente nocivi per l’ambiente, in termini di gas serra, consumo di acqua e di risorse, deforestazione, produzione di mangimi animali da cereali e legumi che potrebbero invece sfamare le popolazioni dei paesi più poveri.»

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Quali sono le basi di una cucina sana?

«Direi innanzi tutto eliminare o ridurre al massimo il consumo di carne e salumi. Limitare l’uso di latticini e di uova e, al tempo stesso, riscoprire i buoni cereali integrali e legumi della nostra tradizione, meglio se biologici. Quindi non più solo pane, pasta e pizza ma anche cereali in chicco come miglio, orzo, farro, kamut, avena, riso integrale, quinoa, grano saraceno e non più le lenticchie solo a capodanno ma anche fagioli di vari tipi, ceci, fave, piselli, due o tre volte alla settimana senza esagerare con le porzioni. Un’altra cosa importante è sostituire le farine raffinate con le integrali o le semintegrali per la preparazione di tutti i prodotti da forno, anche dolci, e utilizzare come condimento solo olio extravergine d’oliva italiano di ottima qualità. Naturalmente è indispensabile aumentare il più possibile l’abituale consumo di frutta, ortaggi e verdure fresche di stagione bio, cotte e crude, iniziando magari ogni pasto con una ricca e colorata insalatona e sostituendo snack e merendine con la frutta, non solo fresca ma anche secca come noci, mandorle, nocciole, pistacchi.»

Quali benefici trae la salute adottando questo tipo di alimentazione?

«I primi benefici che in genere si notano riguardano la digestione che diventa più facile e veloce. Anche dopo un pasto abbondante ci si sente sazi ma leggeri, spariscono gastriti e bruciori di stomaco e l’intestino si regolarizza. Poi ci sono i vantaggi a lungo termine ad esempio sulla pressione arteriosa che si normalizza e il colesterolo cattivo che si abbassa (il mondo vegetale è privo di colesterolo, contenuto esclusivamente nei prodotti animali) e anche le difese immunitarie si irrobustiscono e ci si ammala di meno.»

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Salutare e sano è necessariamente sinonimo di “poco goloso” e “gustoso” come spesso si crede?

«Assolutamente no! Il mio blog è pieno di ricette salutari ma al tempo stesso molto golose, come ad esempio il salame di cioccolato, realizzato con cioccolato fondente e nocciole ma senza grassi aggiunti e con fette biscottate integrali al posto dei biscotti, vi assicuro che non ha nulla da invidiare a quello tradizionale. Ma pensiamo anche ad una bella lasagna con pasta di grano duro, ragù vegetale e besciamella a base di latte di soia e olio extravergine d’oliva. Persino la classica pasta al pomodoro, se integrale e fatta con pomodoro fresco, o la pizza rossa senza mozzarella ma arricchita con tante verdure, sono sicuramente piatti sani ma molto gustosi.»

L’impegno di cucinare vegetale è solo mangiare sano? Oppure significa seguire un’etica rispettosa verso la natura e verso l’uomo?

«Come dicevo la molla iniziale che mi ha spinto verso questo tipo di cucina e di alimentazione è stata di natura etica. Per me le motivazioni salutistiche e quelle legate a un’etica rispettosa degli animali, dell’ambiente e dell’uomo si equivalgono.»

Quali sono i principali ingredienti che utilizzi in cucina?

«Direi cereali e legumi di tutti i tipi, farina sempre integrale o semintegrale, olio extravergine d’oliva per tutte le preparazioni salate e olio di mais biologico per quelle dolci. Non mancano mai verdure e ortaggi di stagione, meglio se biologici e/o a km zero.»

Gli errori più comuni che si commettono a tavola?

«Spesso si rientra a casa tardi la sera stanchi ed affamati e, non avendo pianificato nulla, si apre il frigorifero e si cerca qualcosa di pronto da mangiare subito. La scelta quindi ricade spesso su salumi e formaggi, piatti pronti confezionati o la fetta di carne da cuocere in due minuti. Bisognerebbe invece dedicare un po’ più di tempo alla pianificazione e alla preparazione dei pasti, decidere magari il giorno prima cosa mangiare il giorno dopo. Un altro errore è considerare solo le calorie dei cibi e non tutti gli altri nutrienti, una bistecca ad esempio ha meno calorie di un piatto di pasta integrale ma tanti grassi, colesterolo e zero fibre. Anche i vegetariani e i vegani non sono immuni da errori… i primi spesso eccedono col consumo di formaggi e uova e secondi con quello di seitan, pane e pasta.»

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Proponi tante ricette tradizionali “trasformate” in versione vegetariana-vegana. Che riscontro hai avuto dalla gente?

«Direi più che buono, di solito questo tipo di ricette ha successo perché molti magari fanno fatica a rinunciare ai sapori a cui sono abituati, ai piatti tradizionali che hanno sempre cucinato e mangiato in famiglia ecc. La versione veg di questi piatti non solo è più sana e leggera ma, spesso, anche più buona!»

Quali sono i tuoi piatti preferiti?

«Al primo posto sicuramente la pasta, molto meglio se integrale, con un condimento semplice come una crema di zucca, di legumi o di verdure oppure un sugo di pomodoro leggero. Poi i dolci, di cui sono golosa, soprattutto la crostata di frolla con crema pasticcera e frutta fresca. Naturalmente frolla e crema pasticcera in versione veg!»

Essere vegetariani o vegani è una scelta di vita coraggiosa che non tutti apprezzano e comprendono. Cosa rispondi a chi non crede sia un regime alimentare completo e salutare pur escludendo alimenti di origine animale?

«Rispondo di documentarsi bene prima di giudicare. Consiglio la lettura di un libro che per me è stato illuminante, “The China Study” di Colin Campbell, un autorevole studio durato circa 30 anni che attesta in modo scientifico i danni causati alla salute dai cibi di origine animale e i benefici di un’alimentazione 100% vegetale e integrale. »
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Stai per pubblicare un libro di ricette: “A tavola con Giulia”. Come nasce un libro di cucina?

«In questo caso tutto nasce dalla volontà di raccogliere in un libro le ricette del blog in forma rivista e corretta aggiungendone anche di nuove e inedite. Ho poi voluto arricchirlo ulteriormente con informazioni, curiosità e consigli vari. In pratica una versione rivisitata e ampliata del blog che diventa un oggetto utile da portare sempre con sé, tenere a portata di mano mentre si cucina e, ovviamente, regalare alle persone care.»

Un consiglio a chi desidera abbracciare per la prima volta uno stile di vita biologico e naturale?

«Informarsi il più possibile, non accontentarsi passivamente di ciò che propone il mercato senza prima documentarsi e approfondire. Riscoprire la cucina semplice di una volta, basata su cereali, legumi, verdure e frutta di stagione, evitare gli sprechi e i prodotti industriali, ritrovare il piacere dell’autoproduzione.»

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Potresti consigliare ai nostri lettori una tua ricetta, al volo?

«La mia versione della veg-nutella: frullare con un macinacaffè o macinaspezie 180 g di nocciole tostate fino a ridurle prima in farina e poi, quando avranno rilasciato il loro olio, in crema il più possibile liscia e omogenea. Poi, in un normale frullatore, frullare la pasta di nocciole ottenuta insieme a 60 g di sciroppo d’agave, 15 g di cacao amaro, 8 cucchiai di latte di riso e un pizzico di vaniglia in polvere. Ecco pronta una golosa crema spalmabile alle nocciole e cacao, senza grassi aggiunti, zucchero né latte vaccino.»

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Redazione

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