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Brusca frenata per l’accorpamento delle Camere di Commercio. La regione vuole nuove verifiche

L’assessore regionale alle attività produttive Mariella Lo Bello rinvia gli atti alle camere di commercio e chiede verifiche capillari sul 100% delle iscrizioni dichiarate dalle associazioni.

Ennesimo stop dunque verso la procedura di accorpamento delle camere di commercio che comporta la nascita di tre macro strutture: Agrigento, Palermo e Catania (con Siracusa e Ragusa) .

La lo Bello ha scritto ai tre commissari ad acta che stanno gestendo la procedura per invitarli a fare verifiche che vanno oltre il controllo a campione.

Ricordiamo che Alfio Pagliaro, per la camera di commercio orientale, aveva inviato alla regione a fine gennaio le risultanze delle verifiche da lui eseguite.

Dietro la richiesta dell’assessore regionale si cela l’ombra dei numeri gonfiati dalle associazioni per poter ottenere più seggi quando saranno costituite la camere di commercio.

Già ai primi di febbraio un direttivo di associazioni, capitanato da Confindustria, riunita in conferenza stampa aveva accusato mancanza di trasparenza nella procedura catanese (vedi articolo al link) e dopo qualche settimana non tardava a giungere la risposta rammaricata da parte del commissario Pagliaro che definendo poco plausibile questo attacco aveva anche annunciato la possibilità di querelare chi lo aveva accusato (vedi link articolo).

«Abbiamo ricevuto un mucchio di diffide e denunce circostanziate, non potevamo far finta di niente» si legge stamattina in una intervista rilasciata alla Repubblica dalla Lo Bello.

In particolare denunciano 50 aziende di Siracusa di non aver mai aderito ad associazioni che invece li avevano inseriti tra i propri iscritti.

Le associazioni nell’occhio del ciclone sarebbero la Fapi ed Euromed. Questi fatti erano stati denunciati dal cartello di associaizoni confindustriali che sarebbero pronte a sostenere la candidatura di Ivan Lo Bello alla presidenza della camera di commercio di Catania. A lui si contrappone l’asse della Confecommercio guidata da Pietro Agen ma in questa situazione tutto resta fermo.

 

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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