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Bruno Sirianni: esegeta della veterinaria distingue il “ruolo” dei libri

Quando è libero lo trovi con Milù al collare e i libri nel pensiero. A lui dedicato il gruppo Facebook "Siriannesimo".

A tratti baldanzoso, urtante con gli arroganti, un lavoro per devozione! E lo scopri gradevole e conoscitore di ogni cosa e dove. Durante un convivio con diversi autori, emerse con una affermazione che destò angoscia e volti viola dalla vergogna: «[…] i libri si comprano, smettetela di chiederli in regalo solo perché lo scrittore è vostro amico».

Quello fu il giorno dell’amore. A Bruno Sirianni dedicato un gruppo sul noto social Facebook, una dottrina, una messa quotidiana, il Siriannesimo.

 

Bruno Sirianni con l'inseparabile Milù
Bruno Sirianni con l’inseparabile Milù

Un lavoro che è una passione. Tra i più noti veterinari siciliani, ma non solo, una non indifferente cultura per il bacco, tabacco e libri. Dunque i libri. Di uno in particolare per la salvaguardia della salute ne hai spesso tenuto lectio brevis, sulla dieta a zona. C’è connivenza tra il tuo lavoro e la volontà del mantenersi in salute alimentando la mente con la lettura e il fisico con una sana dieta?

«Assolutamente no! Il modello è Mick Jagger ha la stessa età di Mario Monti».

Mick Jagger: fisico asciutto, testi che colpiscono come un proiettile per far rumore. Quale il valore di una lettura nel suo mantenersi?

«Fondamentale per l’attività cerebrale che viene messa a dura prova nelle serate al bar».

I libri accademici, imposti all’università, danno nozioni che senza pratica si risolvono in una perdita di tempo. Oppure si riesce tutti ad essere intuitivi attraverso una lettura per poi praticare maieuticamente la disciplina che si è studiata?

«Quello è dovere. La lettura, il buon libro di carta, è piacere, evasione».

…e quello digitale? potrebbe essere al pari delle schedule nella lavagna luminosa ad esempio, dunque necessario anche?

«Troppo tardi per me tradizionalista integralista sul libro».

Eppure note sono foto del dott. Sirianni, che interviene sugli animali in precarie condizioni con metodi avanzati e digitalmente nuovi. Intuizione o studio?

«Quello è un dovere, una passione come hai ben detto sopra, la mia filantropia!».

Catania è la città dove vivi, è anche la città di tanti scrittori, che hai incontrato. Hai avuto modo di capire se ciò che hanno prodotto è farina del loro sacco o, in questi tempi in cui la polemica sulla scopiazzata è notevole, ti sei accordo che ci sono troppi ghost writer?

«A Catania sono tutti artisti la maggior parte con il culo di papà. scrittori che si definiscono tali ne ho incontrati fin troppi, che io definirei scrittori 2/3 al massimo ed uno sei tu. Per ottenere qualsiasi risultato sà ghittari sangu, come diciamo a Catania. In poche parole: In miniera a sudare poi se hanno i coglioni scrivano!».

Un libro che ti ha molto coinvolto negli ultimi mesi?

«L’ottavo giorno di George Simenon».

Uscirà la tua prima opera letteraria?

«Ho uno sviluppato senso di autocritica e la dignità di riconoscere i miei limiti. Solo le donne che ho amato ed amerò leggeranno le mie lettere e le mie poesie che moriranno con l’amore che me le ha fatte scrivere. Da innamorato non hai vergogna».

 

 

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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