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Brt Viale Vittorio Veneto. Pogliese: «È stata una prova agostana»

Presente al Consiglio comunale anche una rappresentanza dei commercianti contrari al cordolo laterale senza parcheggi in zona.

Brt di viale Vittorio Veneto, un giallo perfetto quello della corsia centrale che ha scaldato l’estate catanese. A svelare il mistero in Aula il sindaco Salvo Pogliese con un discorso che, a prova di cronometro, è durato 28 minuti e 54 secondi. Alla chiamata del consigliere Daniele Bottino, il primo cittadino, assente dapprima in Consiglio, si presenta davanti al Senato cittadino. Qui chiarisce, come l’ispettore il celeberrimo Poirot, tutti i dettagli.

Bottino: «Lavorare con progettualità»

La seduta straordinaria era stata richiesta da parecchi consiglieri, anche della maggioranza. Come primo firmatario, Daniele Bottino che ha accusato il primo cittadino di una cattiva comunicazione, di aver voluto realizzare il progetto del Brt sul viale Vittorio Veneto senza passare dalle commissioni e senza informare nessuno. Per l’esponente del Pd etneo prima vanno messi in esercizio i cordoli poi fatto partire il Brt. Della stessa sua idea anche Lanfranco Zappalà che ha rincarato la dose. «Non si può fare passare una linea chiusa dai cordoli in una zona con così tanta densità di attività commerciali”, ha sostenuto.

Pogliese: «Brt Veneto, prova agostana»

Con pacatezza Pogliese prende la parola e in un discorso durato quasi 29 minuti stupisce i consiglieri comunali e una delegazione di commercianti di viale Vittorio Veneto presenti in aula per assistere alla seduta. «È stata una prova agostana quella di mettere i cordoli al centro della sede stradale», esordisce il primo cittadino. «Da lì passava il 2.5 e non il Brt, ancora da istituire. Il progetto di sperimentazione portato avanti doveva prevedere una frequenza di circa 15 minuti, Così come detto a noi dal presidente di Amt Bellavia». Poi, Pogliese ammette che i risultati non sono stati soddisfacenti e quindi è stato rimodulato il progetto. Pogliese ha quindi riferito che il bus ha una percorrenza di circa 2-3 minuti da Piazza Michelangelo a Corso Italia.

Per il sindaco non vi è nessun problema a fare entrare in esercizio un posteggio in una zona limitrofa al viale Vittorio Veneto e nello specifico a largo Bordighera. Qui sono stimati circa 250 posti auto. Per Pogliese si possono subito cominciare le opere di sbancamento.

Ottimista anche sui tempi di concessione alla Sostare. In buona sostanza in circa un mese tutto potrebbe entrare a regime con tariffe “calmierate per residenti e commercianti”, a volerlo parafrasare.

Il sindaco ha anche fatto intendere che non sono tollerate le soste e le fermate nella corsia riservata agli autobus. «Nella zona – ha annunciato – saranno predisposte delle aree di carico e scarico di merci, ma non certo nella corsia del Brt». I costi sostenuti sono poi stati irrisori, visto che parte del materiale utilizzato “era già presente nei magazzini del Comune”, come ammesso dal primo cittadino.

Consiglio Comunale Brt Veneto

Verso la fine del suo discorso, il sindaco di Catania ha annunciato l’arrivo di fondi regionali per la realizzazione di nuovi parcheggi scambiatori. In ultimo, Pogliese ha sfoggiato il suo cavallo di battaglia: la tassa di soggiorno stimata da lui a circa 2 milioni di euro annui. Una parte di questi, il sindaco ha annunciato che saranno utilizzati per la realizzazione in zona viale Vittorio Veneto di arredi urbani.

Gelsomino: «Richiesto resoconto dettagliato spese Brt Viale Vittorio Veneto»

Giuseppe Gelsomino ha ricordato ai microfoni de L’Urlo che il gruppo Catania 2.0 ha presentato un’interrogazione chiedendo i costi dettagliati dell’operazione. «Noi abbiamo contato 8 vigili urbani fissi in zona e oltre 15 dipendenti tra comunali che della Multiservizi e di Sostare. Non ci fermeremo fino a quando non ci daranno risposte perché non è giusto sperperare denaro pubblico e la manodopera».

Sull’ottimismo di Pogliese nel realizzare in tempi brevi i parcheggi in zona, Gelsomino non ci crede. Per lui, passerà quasi un anno.

M5s lascia l’Aula ma Castiglione dichiara chiusa la seduta

Al termine del dibattito, Lanfranco Zappalà ha presentato una pregiudiziale chiedendo di votare una mozione presentata dai commercianti di viale Vittorio Veneto. La richiesta riguarda la sospensione dei lavori per il cordolo laterale fino alla realizzazione dei parcheggi.

A sostegno vi era anche buona parte della maggioranza come il gruppo di Fratelli d’Italia. Nel corso della seduta, il consigliere Santo Russo ha a lungo parlottato con Zappalà.

Pian piano l’aula però si svuota, ma con 18 presenti si sarebbe potuto votare.

Ma ecco il colpo di scena. Mentre Bottino illustra la mozione, i 5 consiglieri del M5s lasciano l’aula.

Non è la prima volta che accade. Un evento analogo si è verificato all’ultimo consiglio prima delle ferie estive. Decade quindi il numero legale.

Il presidente Castiglione viene perciò folgorato da un’idea geniale, Chiede l’intervento del segretario comunale sollevando un problema di regolamento per il quale la mozione non potrebbe essere votata. Bottino coglie l’assist e non accertando la verifica del numero legale, la seduta può dirsi chiusa.
Lo stratagemma è tornato utile per non indire a distanza di 24 ore un nuovo consiglio.

Rivolgendosi ai commercianti presenti, Bottino li rassicura: «State tranquilli, la voteremo il prossimo consiglio».

Un bell’inizio di amicizia politica tra il M5S e il Pd. A Roma si sono stretti nel matrimonio politico più assurdo di sempre della storia italiana e a Catania ancora se le suonano di santa ragione. Qualcuno li avverta: sono alleati. Gli piaccia o no.

 

 

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Salvatore Giuffrida

Classe 70. Giornalista per passione ma nella vita passata chimico e topo di laboratorio. Un buon vino ed un piatto tipico sono sempre ben accetti. Per gli animali un amore sconfinato.

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