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Bronte, a rischio il punto nascite

Entro il 31 dicembre prossimo potrebbero chiudere i punti nascita che non toccheranno i 500 nati l’anno. A rischiare (definitivamente) i  punti nascita di Mussomeli, Bronte, Lipari, Mistretta, Petralia Sottana, S. Stefano di Quisquina e Licata.

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia, la notizia è stata data su un documento che la Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute ha inviato all’assessore regionale alla Sanità. Secondo tale documento, se la Regione volesse “salvare” per obiettive condizioni un ospedale, dovrà inizialmente creare un progetto e sottoporlo alla valutazione e al pare del Ministero, che sarà preventivo e vincolante.

Come, ad esempio, il caso degli ospedali di Nicosia e Corleone, dove è lo stesso Ministero a suggerire di “attivare un sistema di collegamento tra i due Punti e i rispettivi centri Hub di Enna e Palermo, con la previsione della rotazione del personale medico (ostetricia, anestesiologia e pediatria del comparto) per almeno una settimana al mese. In alternativa, qualora la procedura non dovesse essere attivata in maniera sostanziale e continuata, i Punti nascita di Nicosia e Corleone dovranno essere disattivati ed il personale seguirà le donne in gravidanza fino alla 38° settimana e successivamente le indirizzerà verso i Punti nascita più vicini”.

Quindi, se l’Asp di Catania così come la Regione vorranno salvare il punto nascita di Bronte, dovranno trovare un’idea manageriale tale da indurre il Ministero a ripensarci.

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Redazione

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