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Ad Acicatena, CineNostrum con Enrico Brignano

Ad Aci Catena in scena la comicità dirompente del mattatore Enrico Brignano, ospite della kermesse cinematografica”CineNostrum”. Una rassegna che vedrà, sino al 4 luglio, non solo il comico romano al centro della manifestazione ma che anche la proiezione di alcuni dei suoi più celebri film. Una manifestazione che in passato ha visto come protagonisti, artisti come Ettore Scola, Ennio Morricone, Giancarlo Giannini, Carlo Verdone e Vincenzo Cerami.

Ieri sera, serata inaugurale, un Piano Umberto gremito per il comico romano, che non si è risparmiato, travolgendo la folla con sketch, battute improvvisate e racconti di vita vissuta. Brignano non ha lesinato battute sulle autorità presenti in platea e sul pubblico assiepato persino sui balconi. Esilaranti anche i siparietti con autori e giornalisti del calibro di Paola Comin, Marco Giusti, Mario Scaletta, Gloria Satta, Manuela D’Angelo e Massimiliano Giovannetti.

E’ il solito Brignano, comico per dono di natura, fine ma popolare, irresistibile ma mai banale. Una comicità di altri tempi, immediata e schietta ma mai volgare o maleducata. Uno dei pochi intoccabili per merito e stile. Uno degli ultimi show man che mette d’accordo tutti.

Si presta alle domande dei giornalisti ed alle foto degli ammiratori nonostante la ressa impedisca quasi di respirare. Sgomitando, ho provato a lanciare qualche domanda, fortunatamente raccolta.

Enrico Brignano, siciliano da parte di padre, abruzzese da parte di madre, ormai una delle poche grandi icone della comicità romanesca. Quanto conta la romanità nei tuoi spettacoli e quanto la romanitudine? 

“Conta ma non troppo. Conta l’attaccamento alla propria terra e l’ascolto della tua gente. E’ il pubblico ad ispirarti, è il pubblico il più grande autore ma è anche il pubblico a farti capire se certe battute è meglio toglierle dalla sceneggiatura. Roma da tanto ad un comico ma da tanto allo scandalo ed all’indignazione. La questione di “mafia capitale” ne è un esempio. Una storia dove la mia città, invischiata nello sfruttamento dell’immigrazione, non è uscita bene. La romanitudine appunto. Io però, oltre a sentirmi romano, mi sento soprattutto italiano ed anche negli argomenti di secondo o terzo piano, come la comicità, conta sentirsi italiani, patrioti. Penso al momento tragico che vive la Grecia. Bisogna scongiurare certi tracolli e certe tragedie con l’unico modo rimastoci per sopravvivere. Essere uniti.”

Uno dei più celebri alunni di Gigi Proietti. Quanto devi a lui?

“Frequentai la scuola di Proietti tra il 1988 ed il 1990. Ho poi frequentato assiduamente Gigi per una decina di anni. Se non avessi frequentato quella scuola probabilmente farei il mestiere che faccio oggi ma in modo diverso. Sicuramente ho imparato dal migliore. E’ innegabile. Mi sono forgiato osservandolo ed ascoltando i suoi consigli. E’ stato il migliore e questo è stato sicuramente quel qualcosa in più. Oggi invece i giovani hanno paura di apprendere dai migliori. Forse è una responsabilità troppo grande ma osservano solo i peggiori. Noto questa tendenza.”

I tuoi spettacoli hanno sempre avuto un retrogusto amaro, quasi impercettibile. Risate sempre condite da riflessioni. In TV come in teatro, non risparmi mai la battuta sulle molte cose che non vanno nel nostro Paese. Non ti schieri e non hai bersagli preferiti ma dai in pasto al pubblico sempre qualche riflessione. Alcune volte, a Le Iene ad esempio, rasentando il ruolo di Masaniello mediatico.

“L’artista è un ruolo pieno di onori ma con altrettanti oneri. In molti casi può poco. Ha il triste compito di svegliare, di far sbocciare ma delicatamente, senza fomentare o incattivire. Un comico poi deve far ridere parlando di cose che non fanno ridere per nulla. Non è facile insomma. Oggi di ieri.”

Brignano è teatro, televisione e cinema. Quale l’ambiente dove ti senti più a tuo agio? Quali le novità in uscita?

“Il mio ambiente naturale è il teatro. La televisione è una seconda casa. Una casa al mare insomma. Per ora sono molto impegnato tra spettacoli teatrali di vario genere ma non tralascio nemmeno il cinema. Sto per finire il doppiaggio di un film di Alessio Maria Federici, un giovane e valido regista, con Vanessa Incontrada, dal titolo “Tutte lo vogliono”. Uscirà ad Ottobre e credo sia un buon lavoro. Una commedia romantica che spero piaccia al mio pubblico.”

 

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Biagio Finocchiaro

Mafia, libri, vacanze, satira, costume, interviste, viaggi, politica internazionale e forse qualcosa in più. Potete pure evitare di leggerlo. Nulla di eccezionale. Credetemi. Tanto scrive quando vuole, di ciò che vuole e soprattuto se vuole. Al massimo un pizzico di acido sarcasmo e qualche discreta invettiva, molto buon disordine, svogliatezza, prolissità patologica, ingenuità congenita. Nulla più di un calabrone che, nella disperata voglia di fuggire via, si schianta e si rischianta contro il vetro di una finestra.

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