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Botta e risposta tra Razza e l’ISS: oggi l’incontro con il ministro Speranza

Continua a non convincere la collocazione della Sicilia tra le zoni arancioni. Ieri, l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza aveva annunciato un confronto con il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. Secondo l’assessorato, infatti, i dati reali sarebbero ben lontani dall’essere considerati “allarmanti”.

Al termine della riunione, Razza ha chiarito la propria posizione in conferenza stampa in attesa dell’incontro di oggi con il ministro Roberto Speranza.

Cosa allarma realmente il Ministero della Salute

Sono 21 i parametri adoperati per analizzare l’emergenza sanitaria regione per regione.

«Abbiamo preso in esame – ha sottolineato Razza – tutti gli indicatori del documento. Istituto superiore della sanità e ministero della Salute si sono allarmati per due parametri. Nello specifico l’indice dei positivi sui tamponi effettuati e il personale che riguarda Contact tracking e il totale del personale sanitario, uno ogni 10 mila abitanti. La Sicilia ha un parametro di 1,2 persone ogni 10 mila. Il tempo medio da sintomi a individuazione è di due giorni, quando il minimo è di 5».

Un lungo botta e risposta, che vede Razza chiarire tutti i numeri della pandemia in Sicilia. Come la quantità di posti letto, tema tanto discusso. Infatti, secondo l’Istituto Superiore di Sanità ci sarebbero carenze importanti che renderebbero l’ospedalizzazione dei malati in pericolo.

I dati presi in esame risalgono al 25 ottobre quando le terapie intensive erano occupate 15% e il tasso di occupazione in area medica si aggirava intorno allo 0,19%. Numeri che non tengono in considerazione i 3600 posti letto in più individuati dall’Assessorato regionale.

Rt 1,42 ma in calo negli ultimi giorni

«Ho chiesto al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Brusaferro se queste misure fossero state le uniche adottate ai fini della decisione dell’indicazione della Sicilia come zona arancione. Mi è stato detto che questo sistema non è l’unico previsto e intervengono altri due criteri, indice r.t e la classificazione del rischio. Ma se la classificazione del rischio è quella da scenario 3 in funzione dell’ R.t. attendo sapere perché è stata presa in considerazione solo la SiciliaIn questo momento la lettura dei dati non può essere affidata alla libera interpretazione di qualcuno».

«Spero che la curva -conclude Razza- vada ad appiattirsi in Sicilia e non soltanto in Sicilia. Ma qualche sciacallo che in qualche modo appare su tv e giornali si dovrebbe rendere conto che stiamo approntando la più grande emergenza sanitaria degli ultimi cento anni. Faccia a meno di citare il Presidente della repubblica nei suoi comunicati stampa e provi a comunicare senso di rispetto delle istituzioni. Un atteggiamento che in questi giorni scorgo molto poco anche da alcuni esponenti del governo nazionale».

E.G.

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Redazione

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