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Boom di presenze al Festival della Famiglia. De Palo: rilanciare da Catania il patto per la natalità

Si è chiusa domenica la prima edizione del Festival della famiglia. L’evento ha totalizzato quasi 2mila partecipanti, confermando così il successo e la vittoria del progetto.

L’obiettivo era semplice: riunire l’attenzione dell’azione amministrativa e di governo attorno alle politiche familiari. E la sede prescelta era proprio la Sicilia, dove il numero di migrazioni cresce sempre di più e la natalità, invece, crolla precipitosamente.

«Sappiate che non ci rassegneremo a vedere i nostri figli su Skype perché emigrati all’estero. Questo è il Paese dove le donne sono costrette a nascondere il pancione altrimenti vengono licenziate, dove i giovani vanno a esportare i loro sogni lavorativi e familiari fuori, dove un figlio dai 0 ai 18 anni, secondo i dati di Federconsumatori, costa 171mila euro». È questo l’appello di Gigi De Palo, presidente nazionale Forum Associazioni familiari i quale rilancia da Catania il Patto per la Natalità e conferma l’impegno del cartello di organizzazioni.

«Chiediamo ufficialmente che la nostra proposta, con le buone pratiche e politiche familiari, sia presa in considerazione da tutti i Comuni siciliani. Stiamo vivendo un vero e proprio inverno demografico- continua De Palo-il saldo dei nuovi nati, rispetto ai morti, è di – 180mila, cioè nascono circa 400 mila bambini l’anno e muoiono 680 mila persone. Dobbiamo comprendere davvero che la famiglia è il petrolio della società, la soluzione al problema e non il problema stesso».

Il festival si è dimostrato un terreno fertile al confronto, un campo neutrale dove le istituzioni e i partiti hanno abbandonato le loro posizione politiche per discutere di un problema reale: centralizzare i diritti delle famiglie.

«Il Festival è stato un evento partecipato», si è espresso così Dario Micalizzi presidente regionale del Forum delle Associazioni Familiari. «Ha permesso di creare dei canali di comunicazione sia con il Governo regionale che con i rappresentanti dell’opposizione. Ci sono già i primi segnali positivi. Nei prossimi giorni, infatti, Maria Ippolito, assessore Regionale alla Famiglia, è stata invitata dalla provincia di Trento per toccare con mano quelle che sono le politiche familiari. È fondamentale che si crei un dialogo tra la provincia di Trento, uno dei territori più ‘family friendly’ d’Italia, e la Sicilia, l’ultima regione per politiche familiari» conclude il presidente.

L’evento è stato presenziato dall’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza che unisce le politiche familiari con quelle lavorative. Il bersaglio primario è riuscire a garantire un futuro ai giovani anche qui al Sud. In accordo anche l’assessore Fabio Cantarella, portavoce del sindaco di Catania Salvo Pogliese, pronto ad operare anche un forum.

«Il compito primario della politica deve essere attivare politiche familiari. Dobbiamo portare avanti delle battaglie comuni, creando una sinergia tra parti sociali e Istituzioni, per mettere in campo azioni concrete capaci di supportare la famiglia, recuperando anche i valori tradizionali di cui è portatrice» ha esordito Luca Sammartino, deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, presente al dibattito.

EG. EF.

 

 

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Redazione

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