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Bollette pazze, Calì “La Sogip prende soldi prima di fare i lavori”

Mercoledì mattina la conferenza dei capigruppo in cui si discuterà l’atto di indirizzo del consigliere Giuseppe Calì: proporre il blocco degli aumenti retroattivi al voto del consiglio comunale di Acireale, che si riunirà la sera stessa. Cioè non far pagare ai cittadini conguagli del servizio idrico che si riferiscono agli anni 2012/2013.

Parla Giuseppe Calì: “Non credo assolutamente in questo andazzo di retroattività. I contratti fra una srl, che comunque corrisponde alle regole del diritto privato, ed un utente sono chiari e sono regolati dalla legge. Non possono essere inventati o supposti. Io credo che la condizione per chiedere una retroattività nelle tariffe non ci sia completamente”

Lo step successivo far verificare che tutto sia a norma da esperti della facoltà di Giurisprudenza di Catania, consulenza che non graverebbe sulle tasche degli acesi. Alla base le perplessità sul rincaro delle bollette, che secondo il consigliere di Acireale Civica sarebbe da ricollegare al piano di investimenti 2014/2017.

“Non escludo che ci sia assoluta buonafede da parte dei protagonisti di questa vicenda – commenta Calì – però come ha dichiarato lo stesso direttore Messina in aula il Garante non ci impone nulla, chiariamo questo concetto. Se noi gli diciamo che abbiamo un sacco di soldi da spendere, quello ci dice: ‘meno di questa cifra non chiedere perché sennò ci vai sotto’.

Di qui il sospetto che gli utenti paghino in anticipo spese che fino ad adesso sono solo previste.

“Quindi se noi portiamo dei costi aumentati, è naturale che la tariffa verrà aumentata. E in questo caso l’operazione che ne esce fuori è quella che la Sogip, ancor prima di fare i lavori, di fatto sta incassando i soldi“.

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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