fbpx
CronachePrimo Piano

Bloccano gli ingressi dell’Unicredit: manifestanti dritti in Questura

“L’Unicredit finanzia la Turchia assassina” è la frase che capeggia sopra lo striscione esposto dinanzi gli ingressi dell’omonima banca, bloccati dai militanti dell’organizzazione “Spazi Sociali Catania”. È successo oggi, sabato 7 settembre. La protesta è nata in solidarietà alla rivoluzione in Rojava, minacciata dall’invasione militare della Turchia. Subito dopo l’azione, l’esercito e tre macchine della polizia hanno accerchiato tre ragazzi, trascinandoli successivamente in Questura.

«La popolazione del Rojava e della Siria nord-orientale continua la sua lotta per l’autodeterminazione, la liberazione delle donne e la democrazia di base. Mentre si difende dagli attacchi delle bande jihadiste sostenute dallo stato turco, le grandi banche, tra le quali spicca UniCredit, stringono la mano ai despoti turchi. La banca contro la quale oggi protestiamo, l’UniCredit, finanzia direttamente il governo turco. Quest’ultimo infatti reprime qualsiasi opposizione politica all’interno del proprio paese».

«Ancora una volta, inoltre, minaccia l’invasione di quel pezzo di Siria del Nord in cui da anni viene praticato un esperimento di pace, democrazia diretta, lotta al patriarcato. L’UniCredit è proprietaria del 40,9% della turca Yapi Kredit Bank. L’istituto milanese è la banca europea che fa i maggiori affari con il governo di Erdogan. Unicredit-Yapi Kredit Bank raccoglie più del 10% dei propri profitti miliardari in Turchia», afferma Francesco.

Le dichiarazioni dei militanti

Giuseppe aggiunge: «La guerra contro il movimento e i popoli rivoluzionari in Turchia, in Kurdistan e in tutto il Medio Oriente inizia sulla nostra porta di casa. Inizia nelle fabbriche di munizioni e nelle armerie, nelle banche, nelle sedi dei partiti politici. La nostra risposta è solidarietà, internazionalismo e anticapitalismo. Avanzeremo la lotta contro il fascismo turco e contro il sistema che ci opprime»

Sara conclude: «Noi siamo dunque parte di tutti quei movimenti che nelle metropoli che vogliono attaccare questa guerra e renderla impossibile.Noi internazionalisti occuperemo, disturberemo e bloccheremo i luoghi di collaborazione militare, diplomatica ed economica con il fascismo turco nei nostri paesi».

E.G.

 

Tags
Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker