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Bianco si ricandida, cosa resta del suo programma cinque anni dopo

Dalle "strade profumate alla zagara" al wi-fi gratis, la Catania che (non) c'è

Enzo c’è. A 67 anni, con quattro sindacature nel curriculum e alle spalle una lontana (e secondo alcuni sfiorita) Primavera catanese. L’ha ufficializzato ieri: Bianco si ricandida e lo fa con il programma +10 ancora in tasca (e in bocca).

Nessuna “velleità personale”, solo la voglia “di completare il lavoro avviato”. Dunque, al via “un progetto civico” in una tornata elettorale dove sembra pullulare un certo civismo politicizzato. Così, ai piedi dell’Etna, Bianco lancia il modello Palermo del suo “amico Leoluca Orlando“.

E ne è sicuro: quello fatto in questi ultimi cinque anni è stato “il lavoro più duro”. Cioè “togliere le pietre, la giungla, riportare un pò di ordine e dare una prospettiva a questa città”. Adesso, tocca portare a termine il progetto. Ma quale? In cosa consiste effettivamente?

Alla vigilia delle amministrative 2013, era chiamato “programma +10”: cioè, gli obiettivi da raggiungere entro il 2023. Esattamente tra cinque anni. Perciò, trovandoci a metà strada per l’alba di “una città in cui tutti vorrebbero vivere”, ci siamo chiesti: cosa è già stato realizzato di quei 10 punti? Com’è cambiata Catania?

Nel 2013, Bianco fotografava una città con i conti del Comune in “grave difficoltà finanziaria” e la qualità della vita, soprattutto nelle periferie, “a livelli infimi, anche per la condizione del lavoro di una città indicata ormai come la più precaria d’Italia”.

Ma in dieci anni di sua amministrazione sarebbe diventata così: una città del Lavoro, giovane, trasparente e metropolitana (per dirne solo alcune). Una Catania senza cassonetti, con una raccolta differenziata efficiente e costellata da “strade lavate e profumate, come avveniva un tempo, con essenze alla zagara e al gelsomino”.

Una città 2.0 con il wi fi gratuito, ma anche solidale con la badante di condominio. Poi, avrebbe avuto un nuovo cimitero, una struttura per la cremazione delle salme, un cimitero per gli animali, il vigile di zona sempre raggiungibile, piccole biblioteche rionali. E se per la mobilità, la punta d’orgoglio di Bianco è certamente la metropolitana, ad essa aveva immaginato di accostare un sistema integrato di mezzi pubblici: bus, punti per l’affitto di biciclette a pedalata assistita, parcheggi rosa, pedibus.

Una città amministrata in modo trasparente con un bilancio partecipato, delibere “scritte non in burocratese” consultabili subito nel sito web del Comune e nell’Urp, referendum consultivi telematici con certificazione notarile sul modello di Milano. E ancora, a Catania “il Prg – scriveva nel 2013 – che dovrà essere approvato dal prossimo Consiglio comunale, in concreto rappresenterà soltanto un piano di zona di un’area ben più ampia”.

Ma c’è molto altro ancora. Dal progetto Catania città teatro – che prevedeva spettacoli all’aperto, anche itineranti, e corsi brevi destinati anche ai turisti di canto lirico, danza, recitazione e dell’arte dei pupi – passando per la destagionalizzazione dei lidi balneari, fino alla messa in sicurezza antisismica.

Quanto è stato fatto e quanto ancora c’è da fare potranno valutarlo i lettori consultando il programma completo +10 datato 2013. Ma una cosa è certa. Il menù per il prossimo 10 giugno sembra completo: oltre a Emiliano Abramo e il valzer scomposto del centro-destra danzato dal salviniano Angelo Attaguile e il forzista Salvo Pogliese, oltre all’autoinvestitura di Riccardo Pellegrino e al candidato pentastellato Giovanni Grasso, ci sarà anche lui: Enzo Bianco. Ancora una volta.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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