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Bianco non si ferma e attacca Pogliese: “Irresponsabile candidarsi sotto processo”

Il vero avversario politico è lui: Raffaele Stancanelli

L’orgoglio di essere un sindaco scelto dai catanesi e non dalle segreterie politiche. È stato questo uno dei messaggi principali dell’apertura della campagna elettorale di Enzo Bianco. In un cinema Odeon gremito fino ai limiti massimi della capienza, l’attuale Primo Cittadino etneo ha parlato ai suoi sostenitori in un crescendo di cifre, dati ed emozioni. Accanto a lui, come in occasione dell’annuncio della candidatura due mesi fa in Metropolitana, cittadini comuni, simboli di una Catania operosa e piena di voglia di fare: Emanuele Rapisarda – preside di uno degli istituti superiori onnicomprensivi aperti per la prima volta a Librino, voluti dal sindaco per futuro migliore ai ragazzi della zona Sud -, Antonino Arrigo – cura e pulisce da anni la spiaggetta di San Giovanni Li Cuti -, Salvatore Castoro – cura l’orto urbano di Librino, accanto il campo dei Briganti -, Gabriele La Spina – studente universitario, usa ormai sempre la metropolitana -, Angela Cerri – esponente di Catania Autonoma e Solidale e presidente del Comitato Vulcania, esempio di come l’amministrazione e società civile devono collaborare sempre più -, Antonio Scalisi in rappresentanza delle guide turistiche catanesi, testimoni del boom di presenze negli ultimi anni in città, Sarah Spampinato, l’inventrice e curatrice del PopUpMarket.
E proprio dalla societá civile Bianco ha attinto a piene mani per indicare i suoi primi nuovi assessori: Antonio Mannino “un manager dello spettacolo che organizza uno dei più grandi eventi cittadini come EtnaComics”, Gianluca Costanzo “un giovane imprenditore, brillante e con un approccio smart”, Ersilia Saverino “una consigliera comunale senza una particolare connotazione politica che ha alle spalle importanti esperienze nel campo artistico”, Orazio Arancio “un campione sportivo che ama la città”.
Con il sindaco numerosi parlamentari ed esponenti politici e dei movimenti che sostengono il sindaco: Valeria Sudano, Concetta Raia, Orazio Licandro, Giovanni Burtone, Giuseppe Berretta, Enzo Napoli, Michela Giuffrida e Luca Sammartino. Presenti anche esponenti sindacali e del mondo produttivo, del terzo settore, delle professioni.
Si inizia con la proiezione di un video dell’orchestra giovanile “Falcone e Borsellino” di Librino, come segnale di quanto fatto in quel quartiere e di quanto sia forte la speranza di un futuro migliore.
Poi entra in scena Bianco, visibilmente emozionato nonostante l’esperienza e l’abitudine a confrontarsi.
Comincia da quanto fatto dalla sua amministrazione: «Abbiamo già portato per la città di Catania investimenti pubblici e privati per due miliardi e 448 milioni di euro che daranno lavoro a oltre 15.000 persone. Ditelo alle persone che dovranno scegliere chi dovrà guidare Catania dal 10 giugno. Dite loro che  si può votare per interesse, per fare un favore, per simpatia o antipatia, per amicizia. Ma io credo che i Catanesi debbano votare prima di tutto utilizzando ragione e buon senso. E in questo caso il buon senso suggerisce di fare guidare la città ancora a quel gruppo e a quell’uomo che hanno saputo portare a casa questa gran massa di risorse, mai così tante nella storia di Catania. L’altro giorno i ragazzi del liceo scientifico Galileo Galilei di Catania, vincitori di un riconoscimento per un progetto d’impresa, durante la premiazione nel Palazzo Minoriti  mi hanno regalato questa matita con su scritto un proverbio “Cu’ nun simìna, nun arricogghi”. Mi hanno spiegato che dalla parte opposta alla punta della matita, nascosti nel legno si trovano dei semi. Quando la matita si esaurisce, la si pianta nella terra e lì nascerà un albero. Comprenderete tutti il valore simbolico di questa cosa. Io ho utilizzato quest’approccio nel governare la mia città. Ricordo una signora che mi ha detto “Catania era ‘o scuru, ora stamu virennu tannicchia di lustru”. Apriamola insieme questa finestra, portiamo ancora più luce nel futuro della nostra città».
Pausa per proiettare un video che ricostruisce in gienerale la situazione della città, com’era prima che Bianco andasse via nel 1999, come è stata gestita dalle due amministrazioni di centro destra che lo hanno preceduto, di quanto fatto in questi cinque anni e come sarà Catania al termine dei prossimi cinque: il completamento di altre tratte della Metro che permetteranno di arrivare da Paternó all’aeroporto passando per Piazza Palestro e Librino, la pedonalizzazione permanente del lungomare, la realizzazione di Corso Martiri della Libertà di cui nei prossimi giorni saranno consegnati alla città i primi 3 cantieri dopo 60 anni, la seconda pista dell’aeroporto per i voli intercontinentali.
Poi la stoccata a Pogliese, quasi un atto dovuto dopo quanto affermato dall’europarlamentare forzista.
«Non è solo imprudente o leggero, ma irresponsabile candidarsi a guidare la città di Catania mentre si è sotto processo. Non sotto indagine – con applausi a scena aperta della platea – ma sotto processo per il reato di peculato. I miei candidati al Consiglio comunale e alle Municipalità hanno firmato ciascuno sul proprio onore una dichiarazione che non esiste nessun vincolo rispetto ai Principi stabiliti dalla Commissione nazionale Amtimafia su trasparenza e legalità. Nessuno di loro si trova nella condizione in cui si trova l’onorevole Pogliese. Lui con noi non sarebbe candidato neppure al Consiglio di quartiere. Qualora, malauguratamente, Pogliese dovesse essere eletto, e tra qualche mese dovesse essere condannato, si troverebbe nella condizione di doversi fare da parte perché sospeso per diciotto mesi dal suo incarico di sindaco. Altro che vicesindaco. E non c’è stata nessuna città italiana in cui un sindaco condannato in primo grado non si sia dimesso e per reati molto meno gravi che non il peculato.
Ve lo ricordate il sindaco di Agrigento che per una condanna in primo grado con una contravvenzione per abuso d’ufficio, correttamente, per non finire sospeso per 18 mesi, si dimise? E dovremmo tornare a nuove elezioni a Catania, bloccando tutto? Ma ci pensi bene l’onorevole Pogliese».
«Io non mi confronto con l’ipotetica giunta Pogliese ma con la giunta Stancanelli bis: le persone che circondavano Pogliese durante la sua presentazione sono in larga parte gli assessori della giunta Stancanelli e persino di quella Scapagnini. Un Centrodestra del passato che ha combinato solo disastri dal 2000 al 2013 e che i catanesi hanno voluto cancellare le scorse elezioni. Sono stato varie volte sindaco della città perché i cittadini hanno apprezzato la nostra amministrazione e deciso così. Oggi siamo pronti a completare il grande lavoro fatto in questi 5 anni – ha concluso Bianco -, per un futuro luminoso della nostra città. Catania non si ferma!».
Le foto sono di Salvatore Torregrossa
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Redazione

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