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Catania, Bianco nel mirino della Corte dei Conti

“Documentazioni carenti e il Comune ostacola i controlli”,è quanto sentenziato dai giudici della Corte dei Conti Siciliana che discutevano di uno scoperto bancario del 2013 aumentato dai 42milioni ai 95 milioni di euro del 2014, e di un’evasione fiscale di 32 milioni di euro, con riscossioni pari a 64 mila euro.

Ma dalla delibera non scaturirà alcuna conseguenza dato che il governo Renzi ha rimesso le cose a posto con il decreto enti locali, rinominato ‘Salva Catania’, posticipando al 30 settembre il termine ultimo per la presentazione del piano di riequilibrio.

A volergliene male però non è solo la Corte dei Conti ma qualcuno più vicino, della sua stessa maggioranza, come il consigliere comunale del Pd Niccolò Notabartolo, che in quanto commercialista di professione, si trova spesso a contestare i conti ed il disastro amministrativo della città.

Il giovanissimo consigliere comunale del Pd Notarbotolo è inoltre lo stesso che durante un’assemblea riprese le parole del Presidente della Corte d’Appello Alfio Scuto, che all’inaugurazione dell’anno giudiziario parlava di “forme di uso predatorio delle risorse pubbliche“, suscitando così la reazione funesta di Bianco che paonazzo aveva commentato: “Vuoi insinuare che si riferiva a me?”, perché per Bianco e per gli addetti alle comunicazioni del comune, come riporta la sicilia, è tutta colpa delle perverse stagioni del fu centro destra. Il particolare che si ignora però è che adesso, personaggi del vecchio centro destra si trovino a far parte dell’attuale maggioranza di centro sinistra…

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Redazione

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