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Benigni e la variante del potere

Come Heidi Ruth Peush (la compagna di Pierino Morlacchi del gruppo storico delle Brigate Rosse), che scoprì il suo essere Comunista scappando dalla Germania Est, io capii il mio essere Comunista, scappando dopo il biennio da un liceo rosso,  metà anni 70.

La cosa che più non mi andava giù era l’omologazione culturale di quella scuola, di quella società.

Era l’idolatria stalinista per certi personaggi, che apparivano come gli oppositori culturali della cultura dominante, ma altro non erano che giullari di corte. Guitti, magari geniali, che prendevano il giro il re, ma sempre con il suo consenso.

Col tempo gli detti una definizione: non erano oppositori al Sistema, ma del Sistema. Era il sistema, era il potere che comunque li foraggiava (magari pure bene) per legittimarsi.

Tra questi c’era Benigni. Forse il più famoso, sicuramente tra i più idolatrati. Era il Benigni di Televacca, de l’inno del corpo sciolto, de la marcia degli incazzati.

Era Benigni che faceva il verso al Potere.

Guai a non ridere, guai non canticchiare le sue canzoncine. Guai a non omologarti ad una contro-cultura che di fatto era sempre una cultura del regime, del potere.

Guai a dubitare della sua fede, del suo essere comunista, erano i tempi in cui bastava essere spettinato, dire qualche parolaccia per essere un vero comunista.

Anzi per qualcuno per essere comunista dovevi avere i capelli lunghi e dire parolacce.

Per me essere comunista era per intanto non essere omologato , rifiutare una cultura dominante, e non per partito preso.

Oggi Benigni culmina la sua parabola. Facendo propaganda per Renzi, come quando urlava Berlinguer ti voglio bene (con buona pace per come si sta rivoltando nella tomba il Compagno Enrico).

Oggi dimostra quello che, in fondo tanti, pensavamo ai tempi in cui la Tv era in bianco e nero, non è un oppositore al sistema, è solo una variante del Potere. Il giullare di corte. Non è un voltagabbana è uno che ha sempre seguito i suoi interessi seguendo la corrente.

La tristezza è che almeno un tempo i giullari prendevano in giro il Re, oggi neanche quello.

Oggi Benigni dimostra l’omologazione del tutto.

Tratto da wordpress con il consenso dell’autore

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