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Sissi Aslan: «L’arte passata funge da stimolo all’immaginario»

Cos’è veramente l’immaginario colorato che tanti chiamano bellezza?

“Il gesto di una mano, i piccoli dettagli, un volto: possiamo riscontrare l’erotismo e la bellezza in qualunque cosa” ; è così che Sissi Aslan, critica d’arte, ospite all’inaugurazione della mostra “Bellezza ed Eros. Forme dell’immaginario – paesaggio dei sensi”  presso la galleria “la Vite”, e curatrice dell’opuscolo introduttivo alla mostra, accetta di rispondere alle nostre curiosità su questo argomento, presentandosi in modo elegante accanto a Mauro Lombardo, proprietario del progetto, riuscendo a dare risposte semplici, chiare, tecniche, ma anche allusive, ed evocative.

Nel primo saggio del fascicolo che lei ha scritto per la mostra, si parla molto dei kùros (statuette tipiche della scultura greca arcaica) come archetipo del gusto estetico. Quale rapporto si cela tra il passato e la bellezza?

(«Guardare al passato è fondamentale. Niente viene da niente. L’arte passata funge da stimolo all’immaginario. Inconsapevolmente il passato è sempre presente: attingiamo e prendiamo spunto da ciò che siamo stati. (…) Non si DEVE forzatamente guardare la bellezza del passato, istintivamente lo facciamo senza volerlo.»)

Lei ha aggiunto nella copertina del fascicolo una frase di Friedrich Nietzche ,”Occorre avere un po’ di caos in sé per partorire una stella danzante”. E’ d’accordo con il filosofo? Pensa che l’arte sia per tutti? Bisogna avere una particolarità, un po’ di “caos dentro”, o chiunque può fare arte?

(«Secondo le concezioni post- rivoluzione comunista tutti possono fare arte ma in realtà non è così. L’arte è per pochi eletti. L’arte può essere fatta in maniera dilettevole ma non avrà mai scopo terapeutico o didattico. Non solo pochi la possono fare, pochi ne possono fruire.»)

Nei saggi incontriamo spesso nomi di poeti come Baudelaire o Pessoa, ed in particolare ha citato la poesia ” il poeta è un fingitore”. Il mondo della poesia può avere un collegamento diretto con l’arte figurativa? Perché lei ha messo in ballo la poesia in un contesto pittorico o riguardante la scultura, dove le parole non sussistono?

(«Non solo il poeta è un fingitore , ma anche l’artista lo è. L’artista imita qualcos’altro; è giusto evidenziare che per artista intendiamo QUALUNQUE tipo di arte, dalla scultura alla scrittura. La poesia ha sempre accompagnato l’arte dal ‘500 in poi. Ogni canone poetico potrebbe essere ricollegato ad una corrente artistica: un esempio di questo è il rapporto tra astrattismo-ermetismo. L’arte astratta ha canoni poetici importantissimi.»)

Quale aggettivo utilizzerebbe per descrivere e racchiudere il vero significato di questa mostra?

(«L’unico aggettivo che mi viene in mente è plurima. Plurima perché comprende tantissimi artisti: tutti che giocano su questo concetto di bellezza ed eros. Plurima perché un piatto posto tra una scultura e degli acquarelli ci fa comprendere come questa non sia una mostra solo pittorica, ma che comprende tutte le diverse tecniche artistiche; questa è una mostra fatta da un gallerista che ama l’arte in tutte le sue sfaccettature.»)

Visto che siamo dentro una galleria, che in sé può essere vista come un “supermercato d’arte”, avvicinando l’unicità e la particolare bellezza della perizia  pittorica o scultorea  all’economia ed al business, qual è il rapporto tra questo mercato d’arte e l’arte stessa?

(«L’arte non ha valore senza valore di merce. Il concetto stesso di merce deve necessariamente entrare nel mondo della cultura. La fruizione dell’arte vive attraverso l’acquisto dell’arte; fin dalla metà dell’800 si inizia a parlare di “gallerie private”. Pensiamo all’America e a come i finanziatori investono e guadagnano in questo campo.»)

Lei nelle sue riflessioni parla molto di “erotismo”; quale funzione ha e dove possiamo riscontrare l’erotismo nell’arte?

(«Non necessariamente l’arte è bella, allo stesso modo non tutta l’arte  e non tutta la bellezza è erotismo. Il gesto di una mano, i piccoli dettagli, un volto: l’erotismo lo si può riscontrare in qualunque cosa, è molto soggettivo. Anche un paesaggio vuoto può essere erotico per qualcuno. E’ tutto un gioco intellettuale.»)

img_7573Il nostro cervello codifica l’arte, la bellezza la creiamo noi, “vive nell’immaginario” ,è la nostra testa ad interpretare la realtà: questi sono i punti focali del discorso che Sissi ci pone, argomentando le sue parole con un breve racconto sul marito, l’artista Edolo Masci; un giorno lei gli disse perplessa “perché non mi dipingi mai? Disegni così tante donne, perché non me?”  e lui seriamente rispose “non ti rendi conto? tutte le donne che dipingo sei tu. Davvero non vedi che ho accorciato le gambe a tutte le mie donne?”, alludendo alla caratteristica fisica della moglie.  Cosa sia la bellezza io non lo so, come dice Albrecht Dürer …ma siamo sicuri di poterla riscontrare ovunque; nel tutto e nel niente, non vi rendete conto?

 

 

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