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Beethoven tra uomo e genio: “Dear Ludwig” al Teatro del Canovaccio di Catania

Le note struggenti ed appassionate di uno tra i più grandi musicisti della storia di tutti i tempi stanno per riaprire il sipario del teatro del Canovaccio grazie a “Dear Ludwig” (Sogni, passioni, amori e frustrazioni di Ludwig van Beethoven) scritto, diretto ed interpretato da Nicola Costa, giunto quest’anno alla sesta messa in scena in nove anni.

«Lo spunto alla scrittura – afferma l’attore, regista e drammaturgo catanese, nonché Direttore Artistico del Centro Studi Teatro e Legalità di Catania – nacque dal ritrovamento a Bonn, città natale del grande compositore tedesco, di un diario privato nel quale erano contenuti le sfumature più inedite e sorprendenti della personalità e quotidianità di Beethoven».

Beethoven tra debolezze, paure e amori

Beethoven, colui che per l’immaginario collettivo è il genio inarrivabile che insieme ad Haydn e Mozart caratterizzò tutto il periodo del classicismo musicale viennese, si rivela al pubblico nelle sue vesti di uomo autentico, semplice, “normale” tra i comuni normali. Un uomo con le sue debolezze, ossessioni, paure, idiosincrasie, con i suoi amori e con le delusioni che caratterizzano la vita di tutti gli esseri umani; sentimenti vissuti con sensibilità e partecipazione straordinarie, aspetti questi ultimi che si ripercuoteranno nell’intera opera beethoveniana, rendendola unica e inimitabile.

Nicola Costa ha in realtà scoperto sin da subito una forte affinità con il grande musicista, un’affinità non soltanto artistica ma anche strettamente legata ad una serie di concordanze che hanno caratterizzato, a distanza di oltre due secoli, la vita e la passione di entrambi.

Lo spettacolo da ampio risalto alle sofferenze fisiche, spesso atroci, subite da Ludwig ed al non disgiunto quanto progressivo aggravarsi della sua condizione di sordità, ma anche ai tormenti dell’anima, all’irascibilità che lo rendeva spesso insopportabile e che faceva da contraltare alla sua indiscussa bontà d’animo ed alla generosità ostentata verso i più poveri. Le diverse sfumature caratteriali del genio e dell’uomo emergono vigorose dal rapporto con la sua governante – la quale nutre per Beethoven un inevitabile sentimento d’amore ed odio- ma anche dal rapporto con l’amico e consigliere Wegeler e con Goethe che lo stesso Beethoven definiva il più grande dei poeti.

Al primo posto nella sua scala dei valori vi è senza dubbio il legame con la madre che lo stesso Beethoven definiva “anima mite e soave”, nonché l’importanza dell’amore inteso come sentimento indispensabile sul quale poter fare sempre sicuro affidamento. L’attenzione alla vita politica del tempo, contrassegnata dall’ascesa di Napoleone dal quale si allontanerà bruscamente da quando questi si autoproclamò imperatore, è un’altra interessante nota che il testo di Costa propone sulla scena. Straordinario, infine, per contenuti e forza poetica, è senza dubbio il testamento di Heiligenstadt con il quale l’uomo-Ludwig, il genio intramontabile ed il maestro Beethoven si congederanno dal consorzio umano.

Lo spettacolo debutterà giovedì 9 dicembre alle ore 21:00 e in replica venerdì 7 sempre alle 21:00, sabato 8 doppio spettacolo con inizi alle 17:00 ed alle 21:00 e domenica 9 alle ore 18:00, vedrà in scena, oltre allo stesso Costa nei panni di Ludwig, gli attori Franco Colaiemma, Alice Sgroi, Carmela Sanfilippo, Gianmarco Arcadipane ed Angelo Ariosto. Fonica, luci ed assistenza alla regia sono affidare a Gabriele Pizzuto.

 

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Redazione

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