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Birra Artigianale: arriva il festival a Catania dal 27 al 29 novembre

Resta con la tua birra, la birra è un flusso continuo di sangue, un’amante continua.
(Charles Bukowski)

Un vero e proprio festival della birra artigianale e non solo, un’occasione per riscoprire una delle più antiche (3500 a.C. circa) bevande al mondo, nuove realtà locali e nuove scommesse del luppolo made in Sicily. BeerCatania, il 27, 28 e 29 novembre presso i locali del “Sal” di Via Indaco a Catania, non avrà l’aspetto di una semplice e paesana sagra ma sarà un momento formidabile per coniugare l’amore per la bevanda alcolica più popolare al mondo al sostegno di nuove scommesse imprenditoriali giovanili passando per la valorizzazione del comparto agroalimentare siciliano anche attraverso il prezioso coinvolgimento della Facoltà di Agraria, di Confagricoltura e di esperti del settore.

Saranno presenti micro birrifici che vogliono allargare i propri mercati proponendo prodotti di alta qualità con marcate peculiarità isolane : Birrificio Timilia e la riscoperta degli antichi grani siciliani, Birrificio Epica con l’ispirazione al mito greco, Birrificio Malarazza e la sicilianità “modugnana” tra schiuma e bollicine ed il birrificio Irias con la scommessa della birra al fico d’India. Ed ancora i birrifici Yblon di Ragusa, Alveria della provincia di Siracusa, Compagnia Del Fermento e Fratelli Birra Fondai dalla provincia di Catania, Kottabos dai Nebrodi e Ramon da San Cataldo (CL).

Insomma è possibile creare prodotti nuovi senza rinunciare alle proprie origini, è possibile proseguire sulla strada della qualità coinvolgendo non solo i mercati nazionali ma addirittura sventolando la Trinacria anche fuori Italia. Complice la recente scoperta da parte del grande pubblico, la birra artigianale vive oggi in Italia un momento di massima gloria anche grazie a brand accattivanti, interessanti evoluzioni gustative ma anche grazie ad una modaiola, quasi isterica, “birrofilia” collettiva frutto più di una passiva influenza delle masse che di un reale interesse o curiosità. Tutti affascinati dal “bere bene” e dall’ammaliante “annacatura” del bicchiere. In pochi realmente aspiranti cultori di un mondo che può offrire moltissimo.

E’ un fenomeno recente, complesso, variegato e quindi da non sottovalutare, questo boom della birra artigianale, perché racchiude non solo aspetti enogastronomici ma curiosi e bizzarri aspetti socio-antropologici. Non sono rari i casi di soggetti che pur non essendo mai andati oltre il Gin Lemon, la familiare di Peroni gelata e la Corona condita, adesso si ritrovano a disquisire cordialmente tra una Duchesse de Bourgogne, una Punk IPA ed una Westvleteren 12. In molti, imitazioni mal riuscite di Antonio Albanese nel celeberrimo sketch comico del sommelier. In troppi, figli dell’imperativo “vado dove costa perchè trovo gente migliore”. 
Iniziative del genere d’altronde servono proprio non solo a scardinare i pregiudizi ma anche a sensibilizzare le fauci siciliane, forse ancora più avvezze al vino ma che in un non recente passato scoprirono la birra prima di molte popolazioni del nord europa. In Sicilia, infatti, già nell VII secolo a.C. i Fenici commerciavano e consumavano birra.

Francesco Chittari, CEO di Sciroccolab, la società di comunicazione che organizza la tre giorni di BeerCatania : “Organizzare un evento di promozione per un prodotto come la birra artigianale è una soddisfazione. Sai di sostenere tutte aziende giovani e coraggiose che hanno scommesso su qualità e territorio e sai di promuovere un prodotto che ha tutte le potenzialità per modificare ed evolvere i consumi in una direzione più consapevole del cibo e della natura. Si cerca anche di sensibilizzare alla terribile egemonia del prodotto industriale sostituendolo con un prodotto artigianale di grande qualità e dalle mille sfumature e diversità.

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B.F.

Mafia, libri, vacanze, satira, costume, interviste, viaggi, politica internazionale e forse qualcosa in più. Potete pure evitare di leggerlo. Nulla di eccezionale. Credetemi. Tanto scrive quando vuole, di ciò che vuole e soprattuto se vuole. Al massimo un pizzico di acido sarcasmo e qualche discreta invettiva, molto buon disordine, svogliatezza, prolissità patologica, ingenuità congenita. Nulla più di un calabrone che, nella disperata voglia di fuggire via, si schianta e si rischianta contro il vetro di una finestra.

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