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Barbagallo: “questo bilancio non è della mia amministrazione”

ACIREALE – “Ritengo che questo bilancio non sia il bilancio dell’amministrazione Barbagallo se non per alcuni punti perché di fatto dovrebbe essere un preventivo ma viene approvato a novembre”. Nota dolente, questa, e ben nota. La legge nazionale 124/13 consente, infatti, l’approvazione del bilancio preventivo entro il 30 novembre quando, invece, sarebbe quasi l’ora del consuntivo.

Il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, stamattina dalla Sala Giunta di Palazzo del Turismo, declina in quattro passaggi fondamentali il bilancio preventivo 2014 votato e approvato la scorsa settimana: protezione civile, cultura, ambiente e Natale. A fianco del sindaco presenti Alessandro Oliva (assessore al bilancio), Antonella Battaglia (responsabile settore finanza) e Salvo Nicotra (consulente economico nominato dal sindaco).

Gli ingenti danni in città causati dall’ondata di maltempo hanno spinto Barbagallo a mettere nelle mani della protezione civile 50.000 euro (dei 130.000 disponibili) dal “fondo di riserva a disposizione del sindaco” per affrontare l’emergenza.

150.000 euro saranno destinati, invece, per la demolizione dell’ecomostro stazionato da decenni nella Timpa. “È un segnale importante – sottolinea il sindaco – ed inoltre sono somme ‘in danno’ che andranno recuperate. Contiamo di demolire l’ecomostro tra gennaio e febbraio. Ci potrebbe essere, inoltre, la possibilità di attingere dal fondo di rotazione per urgenti demolizioni (approvato al Senato)”. L’assessore Oliva, rispondendo ad una nostra domanda, ha sottolineato, infatti, che i 150.000 euro potrebbero non bastare e quindi buone notizie a livello nazionale sarebbero ben accette. Il sindaco alimenta speranze, dunque, anche per la messa in sicurezza della zona di Via Atanasia nei pressi del palazzo alluvionato. 50.000 euro andranno per angolo Corso Umberto-Via Fabia in ottica di una prossima demolizione

In merito alla cultura, Barbagallo accenna alla Fondazione Bellini che potrà contare su 55.000 euro. L’obiettivo è di riconsegnare il Bellini alla città.

Immancabile l’argomento Natale. “Abbiamo aggiunto 10.000 – afferma il sindaco – per avviare entro i primi di dicembre i lavori. Ritengo che nonostante la catastrofe appena trascorsa bisogna dare un segnale di risveglio alla città collaborando con i commercianti”. In totale saranno disponibili 20.000 euro.

Si è parlato inoltre di sanatoria. In campo, un progetto da 40.000 euro per smaltire 2.000 pratiche pendenti ed incentivare gli uffici a completare il lavoro.

Ultimo, ma non meno importante, il capitolo “isola ecologica” con 100.000 euro previsti per dare un impulso alla raccolta differenziata. A breve la decisione sulla location da utilizzare tra i tre siti individuati dall’amministrazione: Santa Maria Ammalati, zona Tupparello, zona stazione nuova.

Il tutto in una cornice sempre più difficile per i Comuni italiani. Quando, infatti, chiediamo alla responsabile del settore finanza se ci sono stati dei tagli a livello nazionale otteniamo la seguente risposta: “Assolutamente sì, perché il fondo di solidarietà è diminuito di 1,2 milioni rispetto all’anno scorso. Il trasferimento regionale, invece, ha subito una riduzione di circa 150.000 euro (calcolando la componente trasporti ed altre voci)”.

In attesa della pubblicazione, entro pochi giorni, del bilancio preventivo online e di potere quindi spulciare le singole voci che lo compongono, bisogna riconoscere che Acireale guarda all’ambiente (e alle tematiche ad esso connesse) con un occhio decisamente diverso.

 

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Adriano Zuccaro

Ventiquattrenne, ex stagista al Qds, ex calciatore (si fa per dire), presto ex universitario specializzato (si spera). Laureato in lettere moderne ma proveniente dal liceo scientifico ad indirizzo informatico (perché autolesionista) è, da sempre, in bilico tra numeri impietosi e citazioni sognanti, tra bilanci dell’Assemblea regionale e lettura metrica di Orazio, tra report di natura economica e “gattopardismi” letterari-reali. Curioso, affaccendato, pignolo e pronto ad un uccidere per una mano sbagliata a briscola in cinque, insegue sogni ottocenteschi: insegnare lettere in un liceo catanese, pubblicare articoli giornalistici sulle testate “m’pottanti” e, cosa ancor più folle, portare a casa una dignitosa pagnotta grazie alle “sudate carte”.

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