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Barbagallo ammonito

Non si placano battaglie e dissapori all’interno del PD: cartellino giallo per l’assessore regionale Anthony Barbagallo candidato di punta del partito a Catania.

È durato solo 14 ore il “gesto espositivo” di Barbagallo: striscione appeso sul balcone di una residenza privata, contra legem, al civico 268 di via Umberto. L’assessore ha tentato un colpo di forza issando la sua bandiera proprio sopra il portone d’ingresso della sede della segreteria provinciale del PD. L’immobile è suo ma l’atto è stato interpretato in maniera poco elegante dai compagni di partito che a dire il vero, più che criticare il fatto contro legge passibile di sanzione, hanno invece rilevato l’ingiustizia che un candidato aprisse una sede elettorale ed esponesse uno proprio striscione accanto ad una segreteria “espressione di tutta la comunità PD”.

Subito è giunto l’invito ufficiale del segretario provinciale del partito Enzo Napoli per la rimozione. Barbagallo, dal canto suo, ha dovuto registrare il colpo ed attenersi: niente striscione.

Dalla sua pagina Facebook dura era stata Valeria Sudano, famosa partner del duo Sammartino Sudano:

«Tante cose che stanno accadendo non sono rispettose di tutti gli iscritti del nostro partito, alcuni circoli della provincia sono diventati comitati elettorali di singoli candidati a spese di tutti i tesserati che versano la quota al circolo; segretari dei circoli utilizzano l’anagrafica di tutti gli iscritti per fare riunioni all’interno del circolo per promuovere singole candidature. Ti sembra corretto? A me no, sarebbe bene che tutti rispettassero il Partito invece di pensare che sono autorizzati a fare quello che vogliono pensando di essere i padroni».

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Redazione

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