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Bancarotta fraudolenta per la “Latticini S.r.l”: maxi sequestro per i Tilenni

Un articolo sistema illecito per pilotare i fallimenti delle attività commerciali, riuscendo sistematicamente a frodare  l’Erario rendendo vana ogni manovra di recupero.

Un maxi sequestro dal valore di un milione di euro grava sulla famiglia Tilenni. Oltre che due arresti per la perpetrazione sistematica di bancarotte fraudolente e reati tributari, ossia sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

La gestione di Latticini S.r.l.

Il gruppo familiare di imprenditori era composto dai fratelli Antonio e Sebastiano Tilenni entrambi ai domiciliari e la figlia del primo, Maria Pia Tilenni indagata. Questi sottraevano del pagamento imposte per un valore complessivo superiore a 3 milioni di euro.

L’indagine delle fiamme gialle etnee, inizialmente si è focalizzata sulla disamina degli atti caratterizzanti la gestione della “Latticini S.r.l. – già Tilenni S.r.l.” – dichiarata fallita l’anno scorso. Oggetto delle investigazioni ulteriori società – tutte facenti capo, a vario titolo, al medesimo contesto imprenditoriale.  Queste suddivise inizialmente in capo alla fallita Latticini erano costituite nello specifico da un caseificio e da sette punti vendita nella provincia di Catania.

Mediante la stipula di appositi atti di “Locazione e sub-locazione di rami d’azienda”, la fallita “LATTICINI S.r.l.” ha provveduto a cedere in affitto tutti i beni di sua proprietà.  Divenendo, nel concreto, una scatola vuota ovvero un contenitore di soli debiti tanto da divenire inattiva ed essere posta in liquidazione.

Di contro le nuove entità giuridiche in pratica hanno ottenuto dalla “LATTICINI S.r.l.” ormai prossima al fallimento. Nel tentativo di tornare operativa, hanno tentato di trasferire la propria sede a Ragusa al pari di altre società facenti capo sempre alla famiglia Tilenni. Gli elementi patrimoniali positivi, acquisendoli a condizioni economiche di assoluto vantaggio, a danno dell’Erario, degli enti previdenziali e delle banche sono rimasti, nei fatti, gli unici creditori non soddisfatti.

Gli elementi accertati nel corso delle attività investigative, hanno dato contezza di un sistema imprenditoriale posto in essere con sistematica violazione delle leggi tributarie. Importante nel “procedimento” l’utilizzo di nuove società e il contestuale abbandono delle vecchie “bad company” gravate dai debiti.

Il maxi sequestro

Ai domiciliari gli  “amministratori di fatto e di diritto” della fallita “Latticini  S.r.l.”  ossia i fratelli Tilenni.

Il sequestro preventivo di un complesso aziendale comprende un caseificio sito in Maniace (CT) e 7 supermercati ubicati nei comuni di Bronte, Randazzo, Adrano, Paternò, Maletto e Misterbianco. I beni aziendali ora sono affidati ad un amministratore giudiziario.

Sequestrate, inoltre, le quote sociali e dell’intero patrimonio aziendale della “Tilenni S.r.l.”, con sede Maniace (CT) e “Tilenni commerciale S.r.l.”, con sede Bronte (CT) via Simeto s.n.c.  I beni aziendali ora affidati ad un amministratore giudiziario.

E.G.

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Redazione

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