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Bacco “sfrattata” da Cesarò: colpo ai lavoratori

Un anno costellato da soddisfazioni e successi per l’azienda Bacco, specializzata nelle prelibatezze al pistacchio tanto amate in tutto il mondo. Ma un finale amaro e inaspettato ha colpito la società, mettendo fine ad ogni sogno e colpendo duramente il destino dei lavoratori.

L’impresa, originaria di Bronte patria dell'”oro verde”, ha trasferito la produzione in alcuni capannoni inutilizzati nella zona industriale di Cesarò, nel messinese. Dinanzi alla voluminosa crescita d’affari, dopo aver sfruttato un primo capannone, il titolare Claudio Luca aveva ottenuto dal Comune la possibilità di utilizzarne un altro. Malgrado la volontà dell’azienda di procedere con un contratto ventennale, l’amministrazione comunale non aveva mai messo mani alla carta. Dopo il proficuo lavoro natalizio, però, il sindaco Salvatore Calì ha intimato ai legali dell’impresa Bacco di lasciarlo immediatamente.

«Abbiamo atteso sino a oggi che l’amministrazione siglasse quell’accordo o, quantomeno, che ci spiegasse il perché di tutto questo prender tempo. Invece niente. Ci è stato comunicato che entro il 31 dicembre dobbiamo liberare il capannone e restituirlo al Comune. E poi, ci è stato detto, si vedrà. Poi? Ma poi quando? Poi cosa? Nel frattempo dobbiamo affrontare questa corsa contro il tempo, questi disagi, spostare, non so dove, gli impianti. Ma, soprattutto, mi chiedo adesso che cosa dovrei fare dei dipendenti che, inesorabilmente, non avranno più cosa fare in una struttura dimezzata negli spazi operativi produttivi», racconta Luca a “La Sicilia”.

In questo vortice, infatti, potrebbero finire ben 52 lavoratori e le rispettive famiglie. Intanto, l’assessore alle Attività Produttive Mimmo Turano, ha promesso chiarezza sulla vicenda.

E.G.

 

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Redazione

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