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AvvocatiVsCassa: protesta silenziosa al tribunale

Una protesta silenziosa, in toga, davanti al simbolo di una Giustizia “iniqua”. È in difesa dei giovani avvocati e contro un sistema “che favorisce il mercimonio economico e politico” che stamattina una cinquantina di penalisti e civilisti di Catania, Siracusa, Enna e Niscemi si è riunita davanti al Tribunale di Catania.

Da mesi, chiedono “dignità e libertà”: una battaglia che va avanti da gennaio e che sta vedendo aumentare, passo dopo passo, i suoi “soldati”. Perché?

“La Cassa Forense – spiega l’avvocato Goffredo D’Antona – rifiuta qualsiasi dialogo con la base e ogni criterio di trasparenza. Non sappiamo come vengono spesi i tanti soldi che versiamo e l’aggiornamento professionale passa attraverso quell’abominio chiamato crediti formativi. L’avvocatura deve essere libera e non a favore di pochi”.

Per questo, da alcuni mesi gli avvocati liberi sono in stato di agitazione. Una mobilitazione nata proprio ai piedi dell’Etna e che nel prossimo futuro promette di protestare in altri fori per dire no a un “sistema ingiusto”. Genova, Reggio Calabria, Pescara, Enna, Siracusa e Gela saranno probabilmente gli appuntamenti futuri.

Questo gruppo di avvocati ha già proposto l’ostruzionismo al versamento delle quote annuali alla Cassa forense, eccessive soprattutto per i giovani professionisti. Si tratta di 3800 euro l’anno a fronte di una base pensionistica dal valore di 370 euro. Una lamentela condivisa da migliaia di legali in tutta Italia che hanno partecipato alla protesta.

Nella petizione lanciata a inizio anno dai difensori catanesi, si segnalavano i costi esorbitanti degli organi di amministrazione e di controllo della Cassa. Quasi 3 milioni di euro. Tra questi, per esempio, il compenso del Presidente pari circa 73mila euro e quello del suo vice: 56mila. Cui si aggiungono 413 euro a titolo di gettone di presenza.

Come il sistema attuale influenza i giovani avvocati? “L’età media degli avvocati – risponde D’Antona – indica una classe di professionisti che gode di una buona pensione e che vive  bene la professione. Tocca a noi trasmettere come questa sia la protesta di chi vuole un’avvocatura diversa, noi l’abbiamo vissuta e ne abbiamo ancora i benefici mentre i giovani no. Probabilmente i ragazzi non sanno ancora nemmeno cos’è realmente l’avvocatura e quali sono i loro diritti. Questa colpa è sicuramente nostra”.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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