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Avvocati in fila, a Catania, dalle 5 per notificare un atto

Non è il tempo degli avvocati, saranno le tante maledizioni lanciate da clienti insoddisfatti che prendono forma, il punto è che per la categoria dei difensori la vita sembra diventata sempre più difficile: non bastavano i costi proibitivi della cassa forense, neanche il caldo insostenibile delle aule dell’ex pretura dove per l’estate 2017 non funzionano i condizionatori, ora, si aggiungono anche problemi gestionali negli uffici.

All’ufficio notifiche di Catania, i difensori sono costretti a mettersi in fila già dalle 4.30 del mattino – come dimostra la foto in evidenza – per poter notificare un atto.

Il movimento “Avvocati Liberi” con una accorata missiva a firma di Goffredo D’Antona si è rivolta alla Corte d’Appello: «Gli Avvocati sono costretti, per notificare un atto, a mettersi in fila alle prime ore dell’alba nonostante gli uffici aprano alle ore 08.30 con chiusura 11.30 stilando liste autogestite – si legge – con il rischio di non poter completare le operazioni di notifica per chiusura uffici nonostante la presenza, da ore, all’interno degli stessi. Questa situazione appare lesiva per il decoro degli Avvocati ma soprattutto per la loro funzione Costituzionale».

E non si fa attendere la risposta a firma del Presidente della Corte d’Appello di Catania Giuseppe Meliadò che se da una parte riconosce si debba allungare di un’ora l’accettazione degli atti, dall’altra tende a riconoscere delle responsabilità in capo agli avvocati. «Al malfunzionamento del servizio contribuisce anche il comportamento degli utenti, che inseriscono nella lista prenotazione nominativi di avvocati non presenti», chiarisce Meliadò.

Ed è scontro con il movimento Avvocati Liberi che dalle proprie pagine social informa che presto inizieranno delle proteste eclatanti. «La colpa di tutto ciò ovviamente è degli Avvocati come sembra dire una nota della Corte di Appello – afferma Goffredo D’Antona – tra un po’ ci daranno la colpa anche della siccità, il punto è che chi dovrebbe tutelarci, a volte, non lo fa. Sono il primo a dire che ci sono avvocati capre che devono essere mandati a rompere le pietre, detto ciò i veri Avvocati sono quelli che subiscono questo sistema non sono quelli che l’hanno creato».

 

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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