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Avvocati vs Cassa, per Luciano “gruppo di giovani inconsapevoli”

“Un gruppo” così Il Dubbio – testata a cura del Consiglio Nazionale Forense – definisce la massa di avvocati, circa 20.000 che in poche settimane ha già aderito alla petizione contro i costi esorbitanti della Cassa Forense (vedi link).

La protesta partita da Catania si è diffusa a macchia d’olio e oggi interessa tutti i fori italiani, le adesioni si moltiplicano giorno dopo giorno e ormai non appartiene più agli avvocati catenesi che l’hanno lanciata eppure il Dubbio, con l’avvallo del presidente della Cassa Forense Nunzio Luciano, tendono a sminuire l’importanza di quella che sembra una ribellione di ben altra caratura.

«Non metto in discussione la buonafede di questi colleghi, spesso giovani e alle prese con difficoltà oggettive, ma devono conoscere meglio l’attività che svolge la Cassa» risponde in merito alla vicenda Luciano interpellato (vedi link) dal giornale del CNF in merito alla vicenda.

E certo non manca la reazione dei tanti avvocati che hanno letto le dichiarazione del Presidente, tra tutti Goffredo D’Antona primo firmatario della petizione «È offensiva la condotta del Presidente della cassa forense che ha ritenuto di non rispondere a migliaia di avvocati ma di rilasciare autocelebrative dichiarazioni ad un giornalista».

E D’Antona non si fa passare neanche la definizione di giovani avvocati tacciati di ignoranza sulle questioni della cassa «Premesso che ogni avvocato merita un assoluto rispetto, dal praticante di uno studio di provincia, al Principe del Foro, se il Presidente della Cassa si fosse impegnato un attimo a rispondere a chi gli paga quasi 100 mila euro l’anno avrebbe verificato che gli aderenti non sono solo giovani avvocati con problemi, ma anche avvocati di una certa età e d’esperienza che non hanno particolari difficoltà ma che reputano comunque indecorosi quei compensi».

Luciano nell’intervista risponde ai sobillatori che gli contestano eccessivi emolumenti73 mila euro l’anno più i gettoni di presenza «negli enti pubblici e nelle altre casse gli amministratori continuano a percepire emolumenti di gran lunga superiori» dice come se si trattasse di una corsa a chi percepisce di più.

Luciano seziona il contributo minimo di 3.800 euro “2.800 euro cui si aggiunge il contributo integrativo pagato dai clienti” ma in realtà l’avvocato a reddito zero deve pagare 3.800 euro punto e basta senza “l’aiuto” dei clienti.

Nell’intervista si parla dei tanti aiuti offerti attraverso la cassa agli avvocati: 15.000 contributi, secondo il vertice previdenziale, versati per acquisti di materiale da studio, asili nido e istruzione per i figli. «Luciano dimentica però di specificare in quanto tempo sono stati favoriti questi 15.000 avvocati – risponde ancora D’Antona – noi non ne abbiamo traccia a chi sono stati riconosciuti? Con quali modalità?».

Gran parte degli avvocati stenta ad arrivare a fine mese ma la Cassa di Previdenza dispone di un patrimonio enorme: oltre la liquidità, immobili persino in Inghilterra e obbligazioni a vario titolo. Il Presidente vi fa riferimento giustificando anche gli emolumenti percepiti ma tutte queste risorse a cosa servono?

autosospesa
Uno dei tanti avvocati che ha aderito alla petizione, tanti di loro raccontano di essersi autosospesi perchè non riescono a pagare i contributi previdenziali

On line è possibile firmare la petizione attraverso una pagina evento presente su facebook, informazioni e adesioni anche sul gruppo del tribunale di Catania amministrato dall’avvocato Monica Foti (tra i promotori dell’iniziativa). È stata attivata anche una mail l’indirizzo è legalteamcatania@yahoo.com e ora c’è anche un hashtag #avvocativscassa

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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