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Avvocati Vs Cassa di previdenza. La ribellione parte da Catania

Da stamattina al tribunale di Catania si potrà sottoscrivere la raccolta firme per “la riduzione drastica e immediata dei costi della cassa forense” promossa dagli avvocati del foro etneo che si sono intestati una battaglia nazionale.

Dall’anno scorso chiunque risulti iscritto all’albo degli avvocati, indipendente da quanto fattura, è tenuto a versare un minimo di cassa previdenziale. Tale minimo si attesta intorno ad euro 3.800 l’anno. Conti alla mano, gli avvocati che fanno sul sito ufficiale una simulazione  pensionistica pagando 3.800 euro l’anno, dopo circa 35 anni di lavoro, avranno diritto ad una base pensionistica pari ad euro 370,00.

Di contro, nella petizione attivata dai difensori catanesi, si segnalano costi esorbitanti relativi ai soli organi di amministrazione e controllo della Cassa. Quasi 3 milioni di euro. A questa cifra si arriva sommando gli emolumenti annuali dovuti per le cariche: a titolo esemplificativo il Presidente percepisce circa 73 mila euro ed il suo vice 56 mila. Cui si aggiungono 413 euro a titolo di gettone di presenza.

La petizione è stata lanciata da avvocati non aderenti ad alcuna associazione o sindacato e si tratta di: Goffredo D’Antona (primo firmatario), Monica Foti,  Dario Pruiti, Biagio Tinghino, Francesco Aurichella. La sottoscrizione è iniziata sui social network apponendo in una pagina evento la firma completa ed il foro di appartenenza. In 24 ore hanno aderito in 200, da oggi si continua anche nelle aule del tribunale catanese.

“In questo momento storico la crisi dell’Avvocatura è evidente a tutti – si legge nella petizione – tanti Avvocati fanno sacrifici enormi ogni due mesi per pagare quanto dovuto, togliendo risorse economiche all’aggiornamento professionale, alla retribuzione dei collaboratori.”
“Assistiamo a continue cancellazione dagli Albi da parte di avvocati di tutte l’ età per difficoltà di ogni tipo, ma tra queste proprio il pagamento della Cassa forense“. Poi in riferimento ai costi di gestione degli organi si dice “sono palesemente inopportuni e ci consentirete indecorosi”.

È stata attivata anche una mail cui possono scrivere tutti gli avvocati interessati ad aderire all’inziativa l[email protected] mentre su facebook anche il gruppo TribunaleCatania sta promuovendo la raccolta firme e diramando informazioni.

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Redazione

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