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False assunzioni per favorire l’immigrazione. 9 arresti a Palermo

Un sodalizio criminale composto da commercialisti, titolari di Centri Assistenza Fiscali, ed altri, favoriva l’immigrazione clandestina nel territorio di Palermo e provincia di Trapani.

Al termine di un’inchiesta durata due anni, la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato sono riusciti a smembrare l’organizzazione, la quale presentava un gran numero di istanze all’Ufficio Immigrazione della Questura di Palermo per il rinnovo/ottenimento del permesso di soggiorno di extracomunitari supportandole sulla base di false dichiarazioni fiscali e fittizie assunzioni.

I finanzieri del Gruppo ed i poliziotti della Squadra Mobile, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, a seguito delle indagini hanno eseguito nove arresti ed un divieto di dimora presso Palermo. Gli indagati sono volti noti in città,  tra cui un individuo di riferimento per la comunità Tamil di Palermo, attivo nel panorama politico palermitano quale membro della Consulta delle Culture, organismo creato presso il Comune di Palermo.

Il modus operandi

Gli immigrati, provenienti anche da regioni differenti ed in alcuni casi effettivamente residenti in territorio estero, attraverso un passaparola all’interno delle singole etnie giungevano a Palermo e condividevano con i “professionisti contabili” la loro necessità di avere una dichiarazione dei redditi ad hoc per il raggiungimento della soglia minimo di reddito prevista per proseguire il loro soggiorno in Italia. In alcuni casi, il procedimento avveniva telefonicamente.

Il fenomeno aveva assunto proporzioni allarmanti, dalle quali i poliziotti dell’Ufficio Immigrazione, segnalato il fatto ai colleghi della squadra Mobile e in totale collaborazione con la Guardia di Finanza, hanno dato avvio a controlli approfonditi sulle dichiarazioni dei redditi trasmesse determinando la revoca di gran parte delle richieste avanzate attraverso la fitta rete di professionisti ed “addetti ai lavori” che, dietro il pagamento di compensi che raggiungevano anche i mille euro, offrivano tutta una gamma di servizi, finalizzati all’ottenimento dei permessi di soggiorno

Inoltre, si operava anche attraverso l’attivazione di partite Iva per ditte individuali per gli extracomunitari, censiti per di più come venditori ambulanti. In altri casi venivano fatti risultare fittiziamente assunti come collaboratori domestici dagli stessi professionisti o da soggetti compiacenti.

Sono numerosi gli imprenditori extra-comunitari fasulli allo stato attuale censiti dai finanzieri e dai poliziotti, che, oltre a soggiornare illegalmente nel territorio nazionale si ritrovano anche con i contributi previdenziali versati tali solo sulla carta visto che il loro versamento avveniva mediante compensazione di crediti d’imposta creati ad hoc nelle false dichiarazioni fiscali.

Sono in corso ulteriori indagini volte a calcolare effettivamente i guadagni illegalmente conseguiti dai professionisti e dai vari Centri di Assistenza Fiscale.

Il fenomeno criminale, accertato già dal 2015, va comunque riferito a periodi anche pregressi e da ritenersi ad oggi ancora perdurante con ricadute sia in termini di danno al bilancio nazionale che per la pubblica sicurezza rappresentando un metodo sicuro per consentire ad extracomunitari di poter permanere illegalmente sul territorio nazionale.

EG.

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Redazione

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