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Cronache

Auto davanti al cancello ospedaliero, ambulanze ancora bloccate

Catania –  Auto in doppia fila, intralci stradali, mancanza di sensibilità ma soprattutto di educazione. Inutili i segnali stradali, a qualche catanese manca sicuramente il senso civico e il buon senso, che lo porta a parcheggiare anche dove dovrebbero passare i mezzi di soccorso.

14169572_10209269384883076_1403753194_nIl condizionale è d’obbligo poichè il catanese in questione non lascia neanche quello spazio vitale (è proprio il caso di dirlo) per permettere alle ambulanze di effettuare qualche manovra. Lo abbiamo già visto in via Asmara, davanti al pronto soccorso del vecchio ospedale Garibaldi: le auto sostavano sul marciapiede impedendo ai mezzi di uscire liberamente. Una situazione che è rimasta invariata nonostante il cambio di senso di marcia di via Dolo.

La nuova denuncia, presentata dal presidente dell’Associazione Autisti Soccorritori italiani, Stefano Casabianca, riguarda una delle entrate del Santo Bambino. Un’auto blocca l’ingresso delle ambulanze. Sicuramente non sarà stata la prima e non sarà l’ultima, probabilmente sarà stata di qualcuno recatosi all’ospedale, ma è stata l’ennesima ad aver messo in pericolo qualcunp.

“Quotidianamente incontriamo criticità durante i nostri turni di servizio – spiega Casabianca – per l’accesso al DEA dell’ospedale Santo Bambino di Catania, dove risiede un pronto soccorso ostetrico e ginecologico, una UTIN ed un centro di riferimento per il servizio STEN. Nello svolgere i servizi d’emergenza urgenza riscontiamo il problema dell’accesso al pronto soccorso per le autovetture parcheggiate a ridosso dell’accesso alla camera calda, nonché molte volte, anzi nella quasi totalità dei casi troviamo il cancello d’uscita della camera calda chiuso con autovetture parcheggiate proprio davanti. Come si può ben intuire – conclude Casabianca –  questi “ostacoli” rendono maggiormente insicuro lo svolgimento del servizio, facendo perdere minuti preziosi in momenti ad elevata criticità dove anche i secondi salvano una vita”

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Redazione

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