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Ausiliari asili nido: “Anomali contratti da 20 giorni pre-elezioni”

Alcune operatrici raccontano di colloqui di lavoro presso l'Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Catania

Contratti da 20 giorni e “colloqui di lavoro presso l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Catania”. Cosa sta succedendo negli asili nido comunali? La denuncia arriva direttamente da un gruppo di lavoratrici – che chiedono di restare anonime – secondo cui “ci sono cose poco chiare”.

Parliamo di 9 asili nido e del personale ausiliario che dovrebbe essere assorbito dalla nuova ditta che gestisce il servizio. Dopo tre anni in mano alla cooperativa Progetto Vita, nel frattempo ribattezzata Vivere Insieme, il nuovo bando viene provvisoriamente affidato al Consorzio Glicine di Bagheria. Progetto Vita, infatti, pur avendo vinto l’appalto, viene esclusa per la mancanza di alcuni documenti.

A settembre, la notizia della sospensiva alla ditta a favore della Glicine. “Il 28 settembre – ci spiega una lavoratrice – accade un fatto a nostro parere gravissimo: veniamo convocate presso l’Assessorato ai Servizi Sociali per un colloquio di lavoro. L’assessore Fortunato Parisi ha motivato questa scelta dicendo che dava in prestito i locali, ma non so quanto sia lecito dare i locali di una pubblica amministrazione per colloqui di lavoro.”

Una situazione che viene definita “anomala” anche dal sindacalista Usb Corrado Tabbita Siena. “Chiediamo all’amministrazione di togliere l’affidamento provvisorio alla Glicine. Abbiamo impugnato il contratto della durata di 20 giorni lavorativi e diffidato la cooperativa. Il suo titolare è stato persino chiamato tre volte al tavolo di concertazione e non si è mai presentato”.

“Il responsabile della Glicine – continua una delle operatrici licenziate – si è permesso di minacciarci e defreudarci di 30 anni di lavoro. Ha detto con testuali parole Iu sugnu a me casa, fazzu nzoccu vogghiu e pigghiu a simpatia e antipatia a cu mi piaci (Sono a casa mia, faccio ciò che voglio e piglio a simpatia e antipatia chi mi piace, ndr). E così è stato. Infatti, le colleghe che sono seste e ventesime in graduatoria sono a casa mentre chi è 65esima sta lavorando. Tra noi abbiamo la massima solidarietà, non è colpa delle altre lavoratrici, ma non si è seguito nessun criterio di anzianità o di attestati. Gente con 23 e 30 anni di servizio è stata licenziata.”

Delle 98 operatrici che furono assorbite da Progetto Vita tre anni fa, al netto di pensionamenti e spostamenti, ne erano rimaste 73. Tra queste, oggi, sono 22 le persone licenziate. Solo che nel frattempo i bambini sono passati da 170 a 360.

“I primi tre giorni della gestione Glicine – continua un’operatrice – gli asili erano sforniti di frigoriferi, di frullatori e di alimenti. I bambini hanno mangiato pastina e i locali sono stati puliti solo con l’acqua. I genitori di questi bimbi sanno che a cucinare non è una cuoca? Sanno che c’è meno personale? Sanno che i loro figli mangiano pesce Decò e non più Findus? Dovrebbero essere informati dato che pagano rette mensili anche da 260 euro”.

“Siamo molto arrabbiate con il sindaco Bianco – continua – che si è sempre vantato dell’eccellenza di questi asili. Merito delle educatrici ma anche del personale ausiliario. Il sindaco dov’è? Possibilmente non è a conoscenza dello scempio che sta accadendo”.

Ma perché, cosa sta succedendo? Le lavoratrici ci dicono la loro senza usare mezze parole. “Questa ditta fa tutto ciò che vuole, prende tempo e l’amministrazione glielo concede. L’Assessore Parisi ha fatto un passo avanti verso di noi e preteso alcune garanzie a nostra tutela. Ma ha detto pubblicamente, possono testimoniarlo 50 persone, che si è recato a Bagheria per parlare con i responsabili della Glicine. Come mai quando noi lavoratrici chiediamo un incontro, dobbiamo aspettare mesi e l’assessore va a Palermo per discutere con una ditta che ci sta facendo morire?”

Forse, per risolvere una situazione gravosa in primis per le lavoratrici licenziate? “Il 5 novembre ci sono le elezioni regionali – ribatte la lavoratrice – non siamo nate ieri. È giusto che il sindaco sappia quale uso hanno fatto dei locali pubblici. Tra l’altro, il nuovo appalto da 1 milione e 990 mila euro è superiore di oltre 200mila euro al precedente. Le operatrici che sono rientrate hanno gli orari ridotti, manca il personale, mancano gli alimenti. Insomma, questi soldi già stanziati dove sono? O meglio, dov’è l’inghippo?”

A questo punto, la domanda è diretta: secondo lei si tratta delle elezioni regionali? “Non solo secondo me, secondo tutti. Il contratto scade il 28 ottobre, otto giorni dopo si va a votare. Una strana coincidenza. Sindaco, lei cosa ne pensa? Aspettiamo sue notizie. Siamo da 15 giorni senza lavoro e senza sapere che fine faremo. Se nulla dovesse cambiare – conclude l’operatrice – andremo in Procura…”

LA REPLICA DELL’ASSESSORE PARISI

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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