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Attenti a quei due

Cosentino e Ventrone, ruoli completamente differenti all’interno della società rossazzurra, ma accomunati dall’essere ritenuti dalla tifoseria etnea i responsabili della corsa verso il baratro a cui si assiste di settimana in settimana. Quest’anno per l’attuale a.d. etneo doveva essere l’anno della rivincita, della dimostrazione che l’appellativo risorsa” datagli dal presidente Pulvirenti fosse in qualche modo giustificabile, ma in realtà si è trasformato nell’anno delle conferme negative per l’argentino che puntando, in estate, sulla conferma del blocco argentino retrocesso e fortemente su Ventrone, con tanto di investimenti faraonici di circa 1 milione di euro su attrezzature di ultima generazione, si può tranquillamente affermare senza timore di smentita che abbia fallito miseramente su tutta la linea.

La pessima condizione atletica del Catania è sotto gli occhi di tutti, è un dato oggettivo, incontrovertibile. Nonostante una squadra nuova per otto undicesimi e con una partita in meno sulle gambe rispetto agli avversari, come nel caso del Pescara, ultimo avversario degli etnei, questa è apparsa piantata sul terreno di gioco al cospetto di avversari che andavano al doppio della velocita. Il dato è talmente oggettivo che se ne sono accorti persino a 1000 km di distanza, a Frosinone per la precisione,
(prossimo avversario dei rossazzurri). L’attaccante Luca Paganini, ha dichiarato di puntare ad “ammazzare il Catania sul profilo atletico”. Come dargli torto?
Il tanto decantato ingaggio di Ventrone definito addrittura un lusso, strenuamente difeso dai vertici societari nel corso dei mesi, non si è dimostrato un valore aggiunto per il club. Anzi tutto il contrario. Prima se ne prenderà atto meglio sarà per i colori rossazzurri.

Nelle ultime ore erano circolate delle indiscrezioni, non confermate, circa dissidi interni tra Pulvirenti e Cosentino. E’ probabile che dopo Pescara, le due parti si siano incontrate per discutere su come poter uscire da questa situazione a dir poco imbarazzante. La sensazione è che le attenuanti siano finite per l’a.d. argentino soprattutto se si Ripensa al Catania pre Cosentino. Si tratta sicuramente di un uomo che conosce il calcio però si trova in un ruolo non suo. Ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare. Ha cambiato 50 calciatori, una decina di allenatori e la squadra è ancora a lottare per non retrocedere in lega Pro. Perchè Pulvirenti consente ad un “dipendente” di farla in frantumi portandola dalle soglie dell’Europa al baratro della serie C? Basterebbe affidarsi a ad un vero Direttore, pensare solo alla salvezza e programmare la risalita dal prossimo anno. I tifosi sperano…sperano in Pulvirenti

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