La Satira di TotòPrimo Piano

Assorbenti, con o senza ali?

“Volano i prezzi degli assorbenti…”, osserva lei. “E tu prendili senza ali!”, risponde l’uomo che non può sapere che proprio quelli sono i peggiori.

Gli assorbenti senza ali, infatti, non rimangono ben fissati allo slip e, volenti o nolenti, finiamo per macchiarci fino agli indumenti del nostro stesso sangue. La qual cosa non genera solo un irritante imbarazzo, ma anche quella sensazione di paranoia e disagio talmente elevati da amplificare quell’atteggiamento aggressivo che caratterizza ogni donna di quei giorni lì.

L’intenzione oggi è quella di raccontarvi cosa avviene durante il nostro ciclo mestruale

Al Parlamento nazionale, evidentemente, hanno bisogno di sapere cosa ci stravolge ogni mese visto che l’IVA su un bene di prima necessità per il genere femminile è fissata al 22%. Noi donne, per contro, abbiamo bisogno di essere capite, sempre e comunque. Anche in questo caso. Non solo dal genere maschile, ma pure da chi ci governa.

Iniziamo dai giorni dell’ovulazione, circa quattordici giorni prima del flusso mestruale, quando un esercito di ormoni inferociti gioca a poker con il nostro umore. È il periodo di maggiore fertilità e noi donne, utilizzando o meno contraccettivi, cerchiamo sempre di stare attente per evitare il fattaccio – quando indesiderato. Questo dover stare attente è già fonte di forte stress.

Nel periodo dell’ovulazione siamo assalite da una fame inspiegabile e da un incontenibile desiderio di dolci. Ma noi donne siamo perennemente a dieta. Perciò, quando infranta, le nostre condizioni psicologiche si aggravano con sensi di colpa e mortificazioni.

In queste due settimane perdiamo gradualmente di razionale lucidità. Possiamo passare da uno stato di insolita felicità a una repentina crisi di pianto isterico, per poi spaccare il mondo per rabbia, senza una plausibile motivazione. Nei casi più gravi, soffriamo anche di insonnia, Tale condizione, nelle ore diurne, ci rende irascibili.

Primo giorno di ciclo: hai comprato gli assorbenti?

Un classico: aspettare il ciclo e avere un solo assorbente in borsa, quello di riserva del ciclo precedente per il cambio se si è trascorsa qualche ora fuori casa.

Quando stanno per arrivare, ogni donna lo avverte anzitutto da quel senso di nausea insostenibile accompagnato da dolori nella fascia lombare, banalmente confuso con il mal di reni. Ma sappiamo che qualsiasi cosa accada, dobbiamo andare a comprare i nostri assorbenti.

Gli unici uomini capaci di non confondersi con misure, marche e modelli sono i papà. Arrivate ai mariti e ai fidanzati non sappiamo mai quello che il destino potrebbe avere in serbo per noi. Quindi, non possiamo fare altro che armarci di forza e coraggio per l’acquisto.

Ne esistono un’infinità in commercio. Quelli in cotone, quelli in lattice e gli assorbenti interni. Per flussi normali, medi o abbondanti. Con e senza ali.
Gli assorbenti in cotone sono più spessi e provocano meno irritazioni. Quelli in lattice, al contrario, sono molto più sottili ma più assorbenti. Tendenzialmente potrebbero causare bruciori e arrossamenti alle donne con una pelle particolarmente sensibile o depilata integralmente nelle parti intime.

Sugli assorbenti interni, l’industria offre due scuole di pensiero diverse. La prima, permette di portare su per la cervice l’assorbente interno attraverso un sistema tubolare a spinta esterna. La seconda è quella che ti fa arrangiare con le dita: un dramma che tuttavia qualcuna riesce a superare con la pratica e la pazienza.
Alla resa dei conti, il maggiore impiccio è quando lo dobbiamo togliere perché il flusso aumenta il volume dell’assorbente che potrebbe non venir via in modo semplice.

Coppetta o assorbente lavabile?

Per tentare di giustificare un errore di valutazione grossolano sulla spesa che interessa il genere femminile, indirizzare noi donne all’uso di coppette interne in lattice o ad assorbenti lavabili per rispettare l’ambiente.

Partiamo da un presupposto: ogni donna ha un ciclo diverso e non sempre tollera assorbenti interni. Figuriamoci una donna con un flusso particolarmente abbondante con una coppetta che raccoglie sangue, aumenta di peso e quindi scende giù per le pareti vaginali. Una sensazione orribile! Complimenti a chi lo sopporta. In premio, lo Stato dovrebbe fornire analgesici e antidolorifici gratuitamente.

Quale donna, poi, avrebbe il piacere di lavare il proprio assorbente ecologico stracolmo di sangue, grumi e coaguli magari mentre si trova a un aperitivo con uno spasimante? Perché una donna esce con uno spasimante in quei giorni lì per fare la preziosa: la mossa è strategica.

Per 5-6 giorni noi donne gettiamo sangue. Dei nostri assorbenti, una volta usati, non ne vogliamo sapere più niente. Non lo abbiamo voluto di certo noi che dobbiamo sobbarcarci l’onere anche di altri beni e servizi di prima necessità quali parrucchiere, estetista, borse e scarpe, per esempio.

Considerato quindi che una donna spende in media 9 euro per ciclo, perciò 108 euro l’anno. Quante donne aiutereste a sostenere la spesa di una necessità fisiologica agevolandole sull’Iva dei loro assorbenti?

Vignetta: Totò Calì

Text: Debora Borgese

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Redazione

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