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Assolto dall’accusa di associazione mafiosa il figlio del boss

E’ stata resa nota da pochi minuti la sentenza d’appello al processo per l’operazione cosiddetta “Cherubino”, che vede al centro le attività legate alle onoranze funebri dei D’Emanuele. Nell’aprile del 2010 scattò l’operazione della Dda della Procura di Catania che ipotizza il monopolio del “caro estinto” da parte della storica famiglia mafiosa.

La prima sezione della Corte d’Appello (Presidente Pivetti al late Giuttari e Giuffrida) ha condannato a 17 anni il boss Natale D’Emanuele, cugino del capomafia Nitto Santapaola (in primo grado, il 18 dicembre del 2012, la pena era stata a 21 anni di reclusione). Al figlio Andrea sono stati inflitti quattro anni di reclusione per illecita concorrenza, assoluzione, invece, per l’ipotesi di associazione mafiosa. In primo grado Andrea D’Emanuele era stato condonnato a 13 anni di reclusione.

 

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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