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Cronache

Assointrattenimento si dissocia dal trasformare le discoteche in bar

Assointrattenimento- associazione di categoria aderente a Confindustria- chiede “regole certe per la riapertura”, inoltre, denuncia che “l’inerzia del governo stia obbligando i gestori a trovare escamotage e ad esercitare attività abusiva”.

“Le discoteche sarebbero utilizzate come pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande”

“In estrema sintesi- sostengono i rappresentanti di Assointrattenimento- le strutture “discoteca“ sarebbero utilizzate non più in virtù di licenza di pubblica sicurezza di cui all’art. 68 TULPS ma semplicemente come pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande.”

“La nostra Associazione Nazionale si dissocia fermamente da tale pratica e da tali modalità”

I motivi sono i seguenti

1) L’utilizzo del locale “discoteca” per la sola somministrazione appare un chiaro escamotage per eludere le regole di distanziamento sociale e anti contagio per riaprire comunque le aziende discoteca. Tale pratica, inoltre, avviene normalmente nei pubblici esercizi gestiti da imprenditori scorretti e fino a ieri è stata da noi denunciata e combattuta attraverso la segnalazione alle autorità con centinaia di esposti in tutta Italia.

2) Le discoteche, rinunciando alla licenza di Pubblico spettacolo e divenendo di fatto dei bar o ristoranti, perderanno la loro autorizzazione amministrativa per l’effettuazione del Pubblico Spettacolo e, conseguentemente, dovranno rispettare gli orari previsti dai vari regolamenti. Dovranno, dunque, adeguarsi e sospendere le esecuzioni musicali dal vivo ad orari prestabiliti che non appartengono al pubblico spettacolo e quindi procedere poi alla sola esecuzione di musica di sottofondo.

3) L’assenza dell’autorizzazione di cui all’art. 68 TULPS non ci consentirà più di imporre un prezzo di ingresso o una consumazione obbligatoria o un aumento del prezzo delle consumazioni nei nostri locali, producendo di fatto l’incapacità delle nostre aziende di sostenere i costi derivanti dall’attivazione dei nostri impianti e delle nostre strutture che, certamente, non sono assimilabili a bar o ristoranti ma sono aziende complesse con
altissimi costi di gestione.

4) Durante il periodo di chiusura totale dei negozi, coloro che erano rimasti aperti – vedasi grandi strutture di vendita di prodotti alimentari – erano stati costretti a isolare alcuni reparti (abbigliamento, generi di falegnameria, accessori, cartoleria, etc.). Quanto accade oggi è un’analoga situazione, per cui coloro che intendano esercitare attività di pubblico spettacolo, mediante la strategia sopra descritta, devono essere fermati in quanto tale attività risulterebbe attualmente preclusa e, pertanto, illegittima.

5) Assointrattenimento sente il profondo dovere, anche intellettuale, di precisare e motivare la nostra posizione al
fine di dissociarci da tale pratica di utilizzo delle discoteche, che a nostro avviso sfocerà in una situazione di dilagante illegalità e ci porrà allo stesso livello di coloro che fino a ieri abbiamo denunciato e contrastato.

“Discoteche aperte nella pienezza della loro funzione sociale”

Dunque, l’associazione di categoria aderente a Confindustria- chiede che “le discoteche vengano riaperte nella loro pienezza, nella loro funzione sociale, nell’ambito di regole certe e di precise predeterminate condizioni: i gestori di discoteche non devono essere spinti e costretti ad esercitare attività abusiva a causa dell’inerzia
delle istituzioni ma, oggi più che mai, è necessario l’intervento immediato del Governo.”

G.G.

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Redazione

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