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Associazioni agatine e autocertificazione su fedina penale. Chi controllerà?

La fondamentale novità introdotta dal nuovo regolamento sulle associazioni agatine è la firma dell’autocertificazione sulla fedina penale. Bisogna firmare questo documento, sotto la propria resposabilità, per escludere connessioni con i reati contro la libertà sessuale, i reati di mafia, i reati di spaccio di droga, i reati di estorsione e usura, i reati contro la Pubblica amministrazione, i reati contro i soggetti vulnerabili.

cattolici che promuovono la devozione a S. Agata e che si impegnano ad osservare le regole previste nel presente statuto e nel regolamento, oltre che alle norme del Diritto Canonico e della legge italiana nonché alla sana tradizione della festa di S. Agata

Sarebbe questo lo spirito che anima l’iniziativa. Un fondo “buonista” che ha risvolti pratici rappresentando la fine delle contestazioni mosse dall’opinione pubblica fin da quando una inchiesta ha scoperchiato le pentole.

Le iscrizioni alle associazioni agatine sono possibili dall’8 dicembre al 12 febbraio. Chiunque per aderire deve firmare il documento, chi è già iscritto deve mettersi in regola.

Chi verificherà le autocertificazioni?

Chi controllerà queste autocertificazioni, chi verificherà? Il comitato per i festeggiamenti agatini è forse titolato? Le autocertificazioni saranno consegnate alla prefettura? Se non nessuno vigilerà sulla veridicità di tali attestazioni si tratterà di carta straccia. Inutili attestazioni che avranno però la funzione di sollevare da ogni responsabilità la Curia e il Comitato per i festeggiamenti.

Se inoltre lo spirito cui si ispira questo regolamento consiste nel pruomuovere la devozione a S’Agata, questa devozione, fuori da un ottica di secolarizzazione, come può essere promossa da colui che attesta per se solo di avere una fedina penale pulita? È fatto noto che spesso sono i parenti dei responsabili del fercolo ad avere guai con la legge.

Se viene stabilito un protocollo è bene che questo non rappresenti una semplice scappatoia. Un modo per eludere lo sgomento dell’opinione pubblica che si ritrovava soggetti, imputati o condannati per associazione mafiosa, a tenere le maniglie della patrona Agata.

Sant’Agata. Le furberie della Chiesa a danno del Comune

 

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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