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Assessore: “Troppo impegnativo! Rimetto 3 deleghe e mi tengo le altre”.

Accade nella ridente riviera dei ciclopi, nel comune di Aci Castello che l’assessore Gisella Patanè abbia tentato di rimettere le deleghe più impegnative e sicuramente più “rognose”. Con una missiva del 16 ottobre scorso, l’amministratrice, entrata in giunta da subito a fianco del sindaco Filippo Drago con deleghe ai Servizi Sociali, alle Politiche Giovanili, alle Pari Opportunità, ai Rapporti con l’Università, alle Politiche Scolastiche, al Bilancio alle Finanze e ai Tributi ha tentato di sollevarsi dal carico delle deleghe più opprimenti: Bilancio, Finanze e Tributi.

L’assessore non aveva cercato di rimettere in toto il suo impegno per la cittadina castellese semplicemente, aveva chiesto di essere alleggerita. Evidentemente l’assessore non ha retto più alle pressioni derivanti dal disavanzo di circa due milioni e mezzo di euro rilevato nel bilancio consuntivo del 2008. Un grave deficit economico con cui la Patanè non si è sentita di dover fare i conti.

Il sindaco Drago, come è ragionevole, non ha reagito bene e ha rifiutato la proposta del suo assessore. Che poi di proposta aveva ben poco la pensata dell’amministratore che nella sua prima lettera definiva la restituzione delle deleghe irrevocabile; figurarsi che già si accomiatava dai dipendenti del settore ringraziandoli per il lavoro svolto insieme a lei.

Non è tutto qui, la Patanè infatti ci ha messo proprio tutti i mezzi per fare venire i nervi al sindaco. Subito dopo essersi vista riappioppare le deleghe calde, l’assessore ha infatti tentato la via dell’assenza per motivi personali dal 28 di ottobre al 17 novembre. Rifiutata anche questa proposta.

Con l’ennesima lettera, Drago ha dovuto ricordare ad un assessore forse smemorato che la fase era delicata trattandosi del periodo in cui si sarebbe giunti (forse NdR) all’approvazione del rendiconto di gestione. Insomma non solo il povero Drago ha dovuto confrontarsi (e ancora deve) con una difficile situazione finanziaria comunale ma per di più ha anche dovuto gestire, così come farebbe un maestro d’asilo, i capricci del membro della sua giunta.

Malgrado i toni quasi (ma non troppo) concilianti delle lettere di risposta di Drago dentro il comune giurano però di aver sentito le grida di Drago contro la Patanè.

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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