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Politica

Assenteismo Consiglio Comunale: è guerra tra M5S e SPS

Il problema dell’assenteismo al Consiglio Comunale è oggetto di scontro tra il Movimento 5 Stelle e il consigliere Luca Sangiorgio, capogruppo “Salvo Pogliese Sindaco- Una scelta D’amore per Catania”.

La nota pentastellata

Ieri, il Movimento 5 stelle aveva divulgato una nota in cui lamentava l’assenza dei consiglieri di maggioranza al Consiglio Comunale.

«Ancora una volta ieri il Consiglio comunale è saltato per mancanza di numero legale. Per raggiungerlo, sarebbe stata sufficiente la presenza di appena 15 consiglieri, visto che la seduta era già in seconda battuta. Ma i consiglieri della maggioranza erano soltanto 13. Ed è bastata l’assenza del gruppo del M5s per non arrivare alla soglia minima.
Approvati i primi punti all’ordine del giorno della delibera. Ma quelli, importanti, sui contratti di servizio delle partecipate (relativi a Sostare, Multiservizi e Amt) sono rimasti ancora lettera morta».

«Pogliese è in evidente difficoltà, probabilmente accentuata da alcuni mal di pancia dopo la designazione dei due nuovi assessori. E non riesce a far conto neanche su una manciata di consiglieri. I punti non approvati sono stati inseriti nei prossimi Consigli comunali del 2 e 3 dicembre. Sarà la volta buona? Il sindaco riuscirà a racimolare i numeri per approvare i contratti di rete e poter poi, così, dar via libera all’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato?».

La risposta del consigliere Sangiorgio

Il consigliere comunale e capogruppo di “Salvo Pogliese Sindaco- Una scelta D’amore per Catania” ribatte duramente alle critiche mosse dal partito.

«Dopo sedici mesi di consiliatura dobbiamo constatare con amarezza che il gruppo del m5s non ha ancora chiaro che le assemblee rappresentative sono chiamate a esprimere decisioni nell’interesse dei cittadini. E non a compiere funambolici giochetti di palazzo per tentare di sgambettare gli avversari. Anziché fare autocritica sulle assenze costanti dall’aula ad ogni delibera di interesse collettivo, continuano a cimentarsi con comunicati stampa allusivi. Quest’ultimi esprimono solo l’inconcludente atteggiamento ostruzionistico, al limite dell’autolesionismo. Anche perché non sfuggirà a nessuno che le tantissime e spesso fondamentali delibere in questo anno e mezzo di consiliatura sono state adottate nella stragrande maggioranza dei casi grazie esclusivamente ad una maggioranza presente, compatta e responsabile».

«Il Movimento 5s invece è risultato essere sempre assente nelle votazioni decisive per la città e per assenti intendo non votando contrari o astenuti ma proprio assenti. Il più delle volte uscendo dall’aula al momento del voto. Da quella sui correttivi contabili alle partecipate, alle linee guida al prg, dalla riforma del decentramento e al piano triennale delle opere pubbliche. Record di mancanza di espressioni del voto, estraniati rispetto alla vita politico amministrativa pur di scappare dall’aula. Un fenomeno che per la sua assiduità forse non ha precedenti nei consessi democratici a livello nazionale, regionale e locale. Una scarsa lungimiranza che certo delude quei catanesi che si aspettavano ben altro contributo alle scelte della città, anziché un atteggiamento di latitanza continua dal mandato istituzionale».

«E che dire di quelle delibere sulle quali i 5S hanno presentato sporadici emendamenti, accolti per spirito di collaborazione dall’amministrazione ma che poi non vengono votate al momento finale dagli stessi grillini? Amministrare significa assumersi responsabilità. Non fuggire e limitarsi a vedere scorrere gli avvenimenti dall’oblò dell’isolamento, spesso anticamera del proprio fallimento. Anziché puntare il dito su altri, guardino alle proprie enormi contraddizioni. Entrino finalmente in campo, si confrontino i colleghi grillini nel merito delle questioni senza sterili arroccamenti che non fanno certo gli interessi dei catanesi. Quasi tutti gli atti deliberativi finora adottati dal consiglio e quelli all’esame in questi giorni hanno valore super partes. E allora perché usare il consiglio comunale come una porta girevole?», conclude Sangiorgio.

E.G.

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Redazione

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