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Asili nido comunali chiusi tra le proteste delle mamme e il silenzio delle autorità

Disagio e agitazione per le tante mamme lavoratrici catanesi: tutti gli asili nido comunali, infatti, sono chiusi. A rendere necessaria la chiusura, o meglio, l’impossibilità di accogliere i bambini, lo sciopero delle ausiliarie che, dopo nove mesi senza stipendio, hanno deciso di incrociare le braccia.

La lettera a Salvo Pogliese

Le mamme dell’asilo “Le coccinelle” di via Galermo hanno appoggiato la cause delle ausiliarie. Per attirare l’attenzione delle Istituzioni, le mamme infatti hanno inviato una lettera al sindaco di Catania, Salvo Pogliese.

“Gentile Sindaco,
attendiamo ancora che il vento della rinascita soffi su Catania.

Oggi le ausiliarie che svolgono egregiamente il loro lavoro presso gli asili comunali della città hanno giustamente iniziato una protesta perché da nove mesi non percepiscono lo stipendio. Nove mesi.

Questa protesta sta già generando problemi a coloro che non c’entrano nulla, cioè genitori e bambini.
Da domani gli asili nido comunali non accoglieranno la loro utenza in quanto, sprovvisti di tale figure di riferimento, le maestre non possono farsi interamente carico dei bambini.

Le chiediamo di risolvere immediatamente questa situazione, che peraltro non è generata dal dissesto in sé, in quanto, per quel che ne sappiamo, l’andazzo è sempre stato tale con i suoi predecessori.

Non segua le loro orme. Faccia la differenza.

Per esempio, probabilmente, sarebbe cosa gradita ai più e alla stessa santa, fare a meno dei botti per S. Agata e destinare la cifra risparmiata al pagamento degli stipendi dovuti.

So che si tratta di cifre ricavate dalla tassa di soggiorno, ma da turista sarei più contenta se i miei soldi servissero a comprare un pezzo di pane piuttosto che essere bruciati in aria.

Detto ciò, tutte le mamme attendiamo che lei sia veramente la differenza, e che risolva rapidamente la situazione.
Senza se, senza ma. Senza promesse vane”.

Il silenzio delle autorità

Tutto tace da parte delle autorità. I disagi, nel frattempo, pesano sempre di più sulle spalle delle famiglie.

“Oggi hanno dato la comunicazione che l’asilo sarà chiuso fino a giorno  6 febbraio perché ieri, nel corso del tavolo sindacale non sono riusciti a trovare un accordo”, racconta una mamma. “Di tutto ciò, però, le autorità non ne parlano: che forse in vista della festa di Sant’Agata vogliano far passare tutto sottobanco? Nel frattempo però tutti gli asili nido comunali di Catania sono chiusi. O meglio ci sono le maestre, ma senza ausiliarie non possono accogliere i bambini”.

“Senza usufruire del servizio, noi paghiamo una retta che, calcolata in base al reddito, va dai 70 fino ad arrivare a quasi 300 euro. Insomma paghiamo una retta da asilo privato”, fa notare la mamma. “Chi sta subendo le conseguenze – continua – sono proprio i genitori”.

“Siamo tutti nuclei familiari che lavorano e la situazione crea enormi disagi”. “Il sindaco non ne parla, l’assessore  ai Servizi Sociali non ne parla”, afferma con rammarico. “In tutto ciò – conclude la mamma – tutti gli asili comunali a pagamento, rimangono chiusi e noi genitori dobbiamo lasciarli alla baby sitter o pagare in una ludoteca ad ore, oltre alla retta che già paghiamo”

Dunque, oltre una retta più o meno salata, la chiusura forzata degli asili nido e altre somme sborsate per badare ai piccoli .


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