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Artisti di Sicilia, Sgarbi cicerone d’eccezione FOTO

Un patrimonio dall’immenso valore artistico e culturale quello messo a disposizione del pubblico all’interno dello storico museo civico del Castello Ursino e un privilegio riservato ai soli giornalisti quello di poter visitare in anteprima la mostra Artisti di Scilia con un “cicerone” d’eccezione: Vittorio Sgarbi.

Così si inaugura la mostra Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice “in scena” dal 17 gennaio al 16 marzo, tutti i giorni, negli immensi spazi del museo civico catanese.

Sì, perché l’arte in quanto espressione di cultura è o dovrebbe essere un patrimonio comune e condiviso, un punto di partenza senza il quale, per citare Winston Churchill non ci sarebbe motivo di combattere.

E proprio dall’arte e dalla cultura che essa rappresenta vuole ripartire Catania. L’intento è chiaro tanto per l’assessore Orazio Licandro che per l’imprenditore valdostano, nonché ideatore e curatore della mostra, Gianni Filippini: fare di Catania una capitale europea a partire dall’immensa e poliedrica ricchezza offerta dai talenti siculi.

Ironico e provocatorio come sempre, Sgarbi non risparmia nemmeno “i suoi” artisti siciliani e d’innazi ad opere di straordinario valore non lesina aggettivi come divertente, anomalo, ricattabile.

Ma è tutto un gioco, per sollecitare gli spettatori ad interrogarsi criticamente, soprattutto di fronte alle tanto discusse espressioni dell’arte contemporanea. E’ così che Sgarbi ci racconta la storiella di quei critici che all’interno di un museo guardano stupiti una donna seduta (perché stanca, ndr) e la considerano una grande opera d’arte e di altri che ripassano e vedendo la sola sedia vuota fanno lo stesso. Lui, che viene considerato un buon critico, ma che per alcuni non capisce nulla di arte contemporanea, s’inalbera e nel contempo inorgoglisce per chi ha definito Artisti di Sicilia la più brutta mostra del secolo. No, è la mostra del secolo, come l’ha definita il New York Times ed è la mostra di un secolo, quello del ‘900 siciliano, che la candida ad essere il punto di partenza perché la nostra isola si colleghi finalmente al continente ed oltre. Il viaggio siciliano è comunque già iniziato. Dopo marzo la mostra farà tappa a Bruxelles e poi negli States dove sarà possibile ammirare gli Artisti di Sicilia che con le loro opere stanno popolando il Castello Ursino.

Ma chi sono questi noti e meno noti artisti siciliani? Già il titolo della mostra segna un punto di partenza e un punto d’arrivo che però è più un trait d’union fra ciò che è stato e ciò che verrà.

Fausto Pirandello, figlio del Pirandello di Sei personaggi in cerca d’autore, apre il percorso con la sua arte quasi psicanalitica, un percorso che si conclude, ma solo per ripartire, con Giovanni Iudice, artista dalle origini gelesi, autodidatta la cui opera “Umanità” è stata definita da Vittorio Sgarbi per “un documento vivo, parlante, poetico della attualità, di una urgenza tragica e drammatica”. “Il Quinto Stato del nostro tempo” che rappresenta un “mare negato”, “un cielo nero di una notte senza vita e senza amore, che è quella di chi non sa dove andare”.

Tutto ciò che sta in mezzo e oltre è una sorpresa da scoprire e immaginare, perché solo chi vivrà vedrà.

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