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Art Bonus, il misterioso caso del Teatro Bellini

È stata una vera e propria “chiamata alle arti” rivolta ai mecenati nazionali l’iniziativa fatta legge nel 2014 denominata “Art Bonus”, inizialmente conosciuto come “Decreto Cultura”. Si tratta di un credito d’imposta per erogazioni liberali rivolte ai beni culturali pubblici, alla produzione cinematografica e al settore turistico-alberghiero.

Con la Legge di Stabilità 2016 questo credito è stato fissato nella misura stabile del 65%.

Per usufruire del credito di imposta, le erogazioni liberali devono essere effettuate per perseguire i seguenti scopi:

– interventi di restauro, protezione e manutenzione di un Bene Comune Pubblico;

– interventi di sostegno a Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica, alle Fondazioni lirico-sinfoniche, Teatri di tradizione, Istituzioni concertistico-orchestrali, Teatri nazionali, Teatri di rilevante interesse culturale, Festival, Imprese e Centri di produzione teatrale e di danza, ad ai Circuiti di distribuzione;

– il restauro ed il potenziamento di Enti o Istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;

– interventi di manutenzione, protezione e restauro di un bene pubblico ai soggetti concessionari o affidatari di beni culturali pubblici.

In un momento di crisi come quello vissuto dall’Italia negli ultimi anni e considerate le esigue risorse destinate dalle casse dello Stato e dagli enti regionali e comunali, Art Bonus ha rappresentato e continua a rappresentare un valido strumento che conferisce un impulso decisivo al coinvolgimento dei privati, cittadini singoli ed imprese, nelle attività a favore della Cultura.

Ai mecenati basta infatti accedere al sito gestito dal Mibact per conoscere i beni o le iniziative alla ricerca di finanziatori. Nelle descrizioni delle iniziative proposte viene riportato l’importo esatto necessario dell’obiettivo da raggiungere. Inoltre, in piena trasparenza, il Ministero aggiorna e pubblica i finanziatori e le loro erogazioni liberali in favore del progetto prescelto.

Quali vantaggi ha portato alla città di Catania?

Inizialmente i legislatori nazionali sembravano un po’ scettici, ma l’esito positivo è stato immediato. Tuttavia qualcosa è andato storto. Nella visione d’insieme, in Sicilia il riscontro può dirsi sufficientemente positivo se si considera che diverse città hanno potuto beneficiare del sostegno di virtuose fondazioni e generosi cittadini.

Solo a Catania si registrano casi che lasciano l’amaro in bocca per chi vorrebbe sostenere realmente la Cultura con i suoi luoghi e le sue attività.

Sul portale dedicato ad Art Bonus, sono cinque i progetti registrati che fanno riferimento al capoluogo etneo.

Troviamo anzitutto il sostegno all’VIII Festival Internazionale del Val di Noto “Magie Barocche”. La richiesta avanzata ammonta a 100.000 euro per le attività che si intendono sviluppare su via Crociferi e dintorni. Per questa iniziativa sono stati stanziati 1.000 euro.

Poi rileviamo gli interventi di restauro per gli affreschi dell’ex convento di Santa Caterina, sede dell’Archivio di Stato di Catania. Il costo complessivo dei lavori è fissato a 264.000 euro.

Anche Scenario Pubblico, Compagnia Zappalà Danza chiede un sostegno per le sue attività pari a 1.000.000 di euro.

Interventi di manutenzione vengono richiesti da ZO – Centro Culture Contemporanee. L’importo necessario è di 278.000 euro.

Il Teatro Stabile, infine, ha bisogno di 5.000 euro per la formazione di pubblico giovane.

Togliendo l’unica donazione dell’1% sull’importo necessario registrata per l’ VIII Festival Internazionale del Val di Noto “Magie Barocche”, nessuno a Catania pare abbia beneficiato del credito di imposta sulle erogazioni liberali che vengono concesse a chi sostiene la Cultura attraverso Art Bonus.

Nessuno però può dubitare della generosità dei catanesi. Se oggi a Catania si è materializzata una parvenza di spirito natalizio lo dobbiamo a chi ha donato senza alcun tornaconto.

Diciamo piuttosto che non si è dato il giusto risalto a questo prezioso strumento che avrebbe potuto salvare con l’impegno di tutti anche il Teatro Massimo Bellini da anni in crisi.

Perché il Teatro Bellini non risulta registrato sul sito dedicato ad Art Bonus?

La Regione Sicilia, a rotta di collo, è riuscita a stanziare in totale 12 milioni di euro. Per i sindacati la somma non è sufficiente e in giornata incontreranno l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo per proporre un progetto affinché si riesca a raschiare il salvadanaio già arrivato al fondo.

Art Bonus, in questo senso, poteva colmare le disponibilità carenti se non addirittura assenti della Regione. E cosa scopriamo sul sito del Teatro Massimo Bellini?

Nel menù a tendina, alla voce “sostieni”, il teatro promuove Art Bonus per essere supportato con le erogazioni liberali nelle sue attività.

Oltre a non comparire nel sito del Ministero, quindi a non essere un progetto riconosciuto, sul sito del Bellini non viene riportato alcun riferimento specifico, nessun importo da raggiungere e nessun elenco dei donatori che ad oggi potrebbero avere versato sul conto corrente di cui vengono riportate le coordinate bancarie.

A chi sono state eventualmente versate queste erogazioni liberali?

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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