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Corruzione e turbativa d’asta: dal cimitero ai favori elettorali. Il “terremoto” acese

Tutti i dettagli dell'inchiesta "Sibilla" della Guardia di Finanza

È stata ribattezzata “Sibilla” ma fa rima con terremoto politico. L’inchiesta delle Fiamme Gialle che ha portato all’arresto di 8 persone fa luce su quello che il Gip del Tribunale etneo definisce “un quadro assolutamente disarmante”.

17 indagati, 3 arresti domiciliari, 5 finiti in carcere. Tra questi, il nome di spicco è certamente il suo: Roberto Barbagallo, ingegnere edile 42enne ma soprattutto primo cittadino acese e delfino del leader di Sicilia Futura Nicola D’Agostino. Per il sindaco di Acireale, l’accusa è di induzione alla corruzione.

Maggiuva ‘na cosa elettorale!dui gemellini…’ca cianu ‘u camiun posteggiato a via… ci po iri pì ‘mpocu spagnariciccussì mi venunu a ciccari”. Barbagallo parla con il luogotenente della Polizia locale Nicolò Urso mentre viene intercettato dagli inquirenti. Secondo la Procura, chiede al funzionario di avviare dei controlli amministrativi sui due venditori di frutta e verdura, i fratelli Sebastiano e Salvatore Principato, noti per l’attività non conforme alle regole. Così, i due venditori, per evitare la sanzione, avrebbero dovuto procacciare voti al referente politico di Barbagallo. Cioè, Nicola D’Agostino. Il leader di Sicilia Futura che non è indagato perché non risultano sue richieste di voti era, al tempo delle indagini, candidato all’Assemblea Regionale Siciliana. “Dopo quell’incontro, iniziarono le telefonate dei due negozianti a favore di D’Agostino”, spiega il Pubblico Ministero Fabio Regolo.

Nel mirino degli inquirenti, altri tre episodi di corruzione e turbativa d’asta nella gestione della cosa pubblica nei comuni di Acireale e Malvagna. “Abusando del proprio potere, gli indagati attaccavano alle radici il principio democratico” ha commentato il Procuratore Carmelo Zuccaro.

L’inchiesta, iniziata nel 2017, è una matassa di interessi personali, tangenti, finti collaudi di opere pubbliche e favori elettorali. O, almeno, è questo il quadro che emerge dalle intercettazioni telefoniche e ambientali.

È il Pubblico Ministero Fabio Regolo a parlare di opere pubbliche mai collaudate, a fronte attestazioni fittizie. “già ce l’ho tutto impostato…dobbiamo aggiungere almeno tre quattro verbali di sopralluogo… li sta preparando perché io non so le date..li sta preparando lui”. Salvatore Di Stefano, Responsabile della Protezione Civile del Comune acese, parla dell’accordo con l’impresa costruttrice San Sebastiano s.r.l.
Oggetto della discussione è l’ampliamento del cimitero comunale di Acireale.

“Nella certificazione redatta dal citato dirigente – scrivono gli inquirenti – sono state indicate operazioni di verifica strutturale presso il cimitero in realtà mai effettuate: anzi, dalle indagini è emerso che i quattro verbali di sopralluogo sono tutti stati predisposti nel momento finale della stesura del collaudo dal referente in loco dell’impresa costruttrice, Salvatore Leonardi, con l’ausilio del consulente tecnico dell’impresa stessa, Angelo La Spina”. Un finto collaudo che sarebbe valso 6.600 euro di tangente.

Tra gli incarichi professionali passati al setaccio dagli investigatori, ci sono anche alcuni progetti di impianti sportivi affidati illecitamente dai Comuni di Acireale e Malvagna al consulente locale del CONI Anna Maria Sapienza e a un ingegnere catanese, Ferdinando Garilli.

Finte ricerche di mercato, altri due professionisti di fiducia già istruiti “a tavolino” sulla percentuale di ribasso da indicare e “favori” in cambio di incarichi. In questo quadro, rientrano la riqualificazione della pista di atletica del centro sportivo “Tupparello” di Acireale e del campo di calcio di Malvagna. In entrambi i casi, la Sapienza, in cambio del parere favorevole, avrebbe ottenuto per il collega Ferdinando Garilli e per sè, l’incarico di redigere il progetto retribuito con un compenso rispettivamente di 5.000 e di 14.300 euro, e attribuito con una finta gara al massimo ribasso. “Lo vuoi un incarico per un progetto esecutivo di una pista di atletica leggera? Cinquemila euro?”, chiede la consulente del CONI all’ingegnere.

“Se poi alcune opere pubbliche crollano, forse, è da addebitare anche a casi simili”, è la chiosa di Regolo.

I NOMI DEI 17 INDAGATI

Salvatore Di Stefano, classe 1953, Responsabile della Protezione civile, custodia in carcere
Giovanni Barbagallo
, classe 1953, Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Acireale, custodia in carcere
Roberto Barabagallo, classe 1975, sindaco del Comune di Acireale, custodia in carcere
Ferdinando Garilli, classe 1972, ingengere, arresti domiciliari
Anna Maria Sapienza, classe 1954, consulente tecnico regionale Coni, custodia in carcere
Giuseppe
Angelo Puglisi, classe 1957, capo area tecnica del Comune di Malvagna, indagato in stato di libertà
Antonino Sposito, classe 1968, funzionario dell’ufficio tecnico del Comune di Malvagna, indagato in stato di libertà
Alessio D’Urso
, classe 1969, geologo, indagato in statolibertà
Eva Finocchiaro
, classe 1974, indagata in stato libertà
Giuseppe Sardo
, classe 1989, assessore alla Sport e alle politiche giovanili del Comune di Acireale, indagato in stato libertà
Orazio Di Gregorio
, classe 1957, indagato in stato di libertà
Susanna Maria Farruggio,
classe 1978, indagata in stato di libertà
Nicolò Urso
, classe 1958, luogotenente polizia locale di Acireale, arresti domiciliari
Sebastiano Principato
, classe 1985, commerciante, indagato in stato di libertà
Salvatore Principato
, commerciante, indagato in stato di libertà
Angelo La Spina
, classe 1968, dipendente San Sebastiano srl, arresti domiciliari
Salvatore Leonardi
, classe 1951, consulente esterno San Sebastiano srl, custodia in carcere

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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