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Arrestato Virlinzi della Virauto ed un giudice tributario

IMG-20160208-WA0018Catania –  In cambio di sentenze positive ci avrebbe guadagnato macchine della Virauto.  Nella giornata di oggi, nell’ambito di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica etnea, gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, sulla base di un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, hanno tratto in arresto 4 persone per il reato di corruzione in atti giudiziari, tra i quali il Presidente di Sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Catania, Filippo Impallomeni, e l’imprenditore Giuseppe Virlinzi.

Impallomeni è accusato di aver emesso nel tempo diverse sentenze favorevoli nei confronti delle società appatenenti al gruppo Virlinzi ricevendo la disponibilità di diverse autovetture, almeno fino al 2010, compreso i costi di manutenzione, assicurazione, ivi compresi quelli di riparazione in caso di guasti e incidenti, anche quella in uso alla moglie. Su una delle due autovetture intestate alla concessionaria il Giudice Impallomeni aveva anche apposto un adesivo riportante lo stemma “magistratura tributaria”.

Il giudice avrebbe firmato le sentenze come presidente relatore ed estensore provvedendo  a redigere sentenze di accoglimento dei ricorsi presentati dalle società, garantendo in tal modo l’annullamento di accertamenti fiscali di rilevante ammontare. Di particolare rilievo una sentenza che, nel merito, è stata ritenuta del tutto illegittima in quanto basata su presupposti falsi, mentre in altri casi le sentenze di accoglimento dei ricorsi riconducibili al gruppo Virlinzi sono state emesse in tempi ristrettissimi.IMG-20160208-WA0019

Simili accuse per l’imprenditore Giuseppe Virlinzi, per il commercialista della Virauto, Giovanni La Rocca e il direttore commerciale della società Agostino Micalizio. Disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari per il cancelliere della commisisione tributaria provinciale Antonino Toscano, accusato di favoreggiamento. Attraverso la sua complicità si tentava di recuperare da un ufficio della Commissione Tributaria una sentenza favorevole emessa e depositata nel luglio 2015 sempre nei confronti di un società del gruppo Virlinzi. L’intenzione era quella di sostituire alla sentenza di accoglimento del ricorso presentato dalla società una sentenza di condanna, al fine di “smontare” l’eventuale impianto accusatorio, posto che l’acquisizione di diverse sentenze riconducibili anche al gruppo VIRLINZI presso la Commissione Provinciale da parte della Guardia di Finanza aveva ingenerato allarme nello stesso. Tale tentativo, tuttavia, non è andato a buon fine, poiché la decisione era già stata depositata e registrata e, pertanto, i predetti si vedevano costretti a desistere dall’ulteriore azione criminosa.

 

 

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Redazione

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