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Aggressione al Vittorio Emanuele, nel commando un operatore 118

Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di n.7 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di lesioni aggravate, violazione di domicilio, interruzione di pubblico servizio e minacce a Pubblico Ufficiale.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catania hanno consentito di individuare gli autori dell’aggressione avvenuta la sera dello scorso 1 gennaio nei confronti del medico di servizio presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania.

Oltre a Mauro Cappadonna, sono stati arrestati i pregiudicati Salvatore di Maggio, Santo Guzzardi, Giuseppe Tomaselli e Luciano Tudisco, oltre a Federico Egitto e Angelo Vitale.

Il medico era stato aggredito dopo che si era rifiutato di fornire delle informazioni su una donna che, a dire dell’aggressore, aveva causato un incidente. Mentre il medico era seduto al computer, è stato colto alla spalle da almeno cinque persone e colpito violentemente al volto con un pugno sferrato dall’uomo che per primo gli si era rivolto, di cui poi avrebbe dato compiuta descrizione in sede di denuncia, e successivamente da un altro schiaffo e da un pugno a opera degli altri.

Dalle indagini è emerso che Cappadonna, insieme a Di Maggio – operatore del Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza Medica c.d. “118” – quale istigatore, Egitto Federico, Guzzardi Santo Antonino Lorenzo, Tomaselli Giuseppe, Tudisco Luciano e Vitale Angelo, quali esecutori materiali, dopo essersi introdotti con il volto parzialmente travisato da cappucci, sciarpe e scaldacollo all’interno dei locali del servizio di Pronto Soccorso dell’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania, colpivano con ripetuti schiaffi il medico di servizio e, mentre lo stesso si trovava per terra, con pugni e calci, cagionandogli lesioni personali consistite in trauma toracico e infrazione di una costola

Cappadonna e Di Maggio Salvatore rispondono, altresì, del reato di minacce a Pubblico Ufficiale per avere, nella fase antecedente l’aggressione, usato minacce nei confronti del medico di servizio presso il Pronto Soccorso, che si era rifiutato di fornire loro il nominativo della donna richiesto.

Nell’ambito delle medesime indagini sono state, altresì, indagate due guardie particolari giurate dell’azienda che gestisce il servizio di vigilanza e sicurezza all’interno dell’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania, per aver indebitamente omesso, in qualità di incaricati di pubblico servizio, di avvisare senza ritardo le Forze dell’Ordine di quanto stava avvenendo all’interno del presidio ospedaliero, nonchè di attivarsi debitamente per sedare l’aggressione in atto.

Intanto il processo per il primo aggressore, Maurizio Cappadonna, 47 anni, ha avuto il via a fine gennaio. Nella prima udienza, tenutasi davanti il giudice Eliana Trapasso, sono state avanzate le richieste di costituzione di parte civile. Già ammessa come parte civile, l’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele, il cui legale ha chiesto anche che venga contestata anche l’interruzione di pubblico servizio.

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Redazione

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