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Armato di accette danneggia le auto in sosta. Arrestato in pieno centro

Alle prime luci dell’alba del 7 giugno, personale delle Volanti ha tratto in arresto il pregiudicato MALINIC LUCAS nato in Polonia (classe 1985) per resistenza, violenza, lesioni e minacce a P.U., danneggiamento, porto abusivo d’arma e rifiuto d’indicazioni sulla propria identità.

Erano circa le 6 del mattino quando, a seguito di una segnalazione giunta sul 113, le Volanti sono intervenute in via Luigi Sturzo dove era stato segnalato un individuo in escandescenza che danneggiava le auto in sosta.

Gli agenti, giunti sul posto, hanno visto  MALINIC che ponendosi di fronte a un’autovettura in transito ne ha bloccato la marcia; poi, con le due accette di cui era armato, ha iniziato a sferrare fendenti allo sportello dell’auto, terrorizzando il povero conducente che si trovava ancora all’interno.

Notato l’arrivo degli agenti, l’esagitato ha tentato di sottrarsi alla cattura salendo sul tetto auto ivi posteggiata, per poi saltare sul tetto di altra auto.

Una scena, quella alla quale stavano assistendo i poliziotti, allucinante e pericolosa: l’uomo ha assunto – a un certo punto – un atteggiamento provocatorio e minaccioso nei confronti degli agenti contro i quali brandiva le accette, sfidandoli allo scontro.

Ma gli uomini della Questura non si sono fatti pregare: coordinatisi, sono intervenuti, ingaggiando con l’uomo una violenta colluttazione e solo con notevole difficoltà sono riusciti a bloccarlo e a disarmarlo.

Oltre al pericolo di essere feriti con le asce di cui era armato il MALINIC, i poliziotti hanno dovuto far fronte alla difficoltà di bloccare l’uomo in sicurezza, senza fargli del male, avendo immediatamente capito che si trovava in stato di forte ebbrezza alcolica.

Privo di documenti e rifiutando di declinare le proprie generalità, il MALINIC è stato arresto per resistenza, violenza, lesioni e minacce aggravate a P.U., è stato, inoltre, denunciato in stato di libertà per il danneggiamento delle autovetture e per rifiuto d’indicazioni sull’identità personale. Su disposizione del P.M. di turno è stato ristretto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa dell’udienza del giudizio per direttissima.

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Redazione

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