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Area Artigianale Acese: 5 imprese diffidano l’amministrazione

Quarant’anni non sono bastati per definire la vicenda dell’area artigianale di Acireale individuata in Via Volano, ovvero la zona al confine tra Acireale e Aci Catena nelle immediate vicinanze della stazione.

Cinque imprese aderenti alla CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) hanno diffidato l’amministrazione comunale acese alla stipula del contratto definitivo di compravendita del lotto aggiudicato, con l’avvertimento che se ciò non dovesse avvenire entro trenta giorni, le stesse si rivolgeranno all’autorità giurisdizionale competente per lo scioglimento di ogni vincolo e per la condanna alla restituzione delle somme corrisposte nel tempo.

Nonostante siano trascorsi quasi quattro anni dall’aggiudicazione, tre dall’integrale pagamento di quanto dovuto e più di due anni dal frazionamento catastale il comune non ha mai convocato le ditte per la stesura del contratto definitivo di compravendita, contravvenendo a quanto previsto dal bando e dai contratti preliminari di vendita che fissavano in 180 giorni il limite massimo per la sua stipula.

In alcuni casi, fa sapere il Cna, non si è provveduto neanche alla stipula del preliminaredi e questo a distanza di tre anni dal pagamento integrale.

Il bando originale lanciato alla fine del 2011, al tempo dell’amministrazione Garozzo, prevedeva la cessione in proprieta di 36 lotti fabbricabili con destinazione artigianale indicati dal P.I.P. (Piano per Insediamenti Produttivi)

«Questa situazione ha determinato situazioni paradossali con gravissime ripercussioni per le nostre aziende – ha dichiarato Antonino Caserta Presidente CNA della sezione acese – che non solo hanno anticipato risorse ingenti – tra 50 e 90 mila euro ciascuna – spesso accendendo mutui e ricorrendo a prestiti onerosi, ma che hanno anche dovuto continuare a pagare i fitti degli immobili dove sono ancora localizzate. E questo è avvenuto in anni di grandi difficoltà in cui la crisi è esplosa in tutta la sua virulenza. Per alcuni di noi al danno economico si è aggiunta la beffa di non aver potuto rispondere ai cambiamenti del mercato col risultato di trovarsi oggi in una posizione molto più debole a vantaggio di concorrenti non locali».

«Riteniamo ormai impossibile continuare in questa maniera – continua il presidente Caserta – per cui in assenza di risposte positive oltre a richiedere la restituzione delle somme anticipate ci riserveremo la facoltà di agire presso le sedi competenti per l’accertamento dei danni subiti dall’ingente ritardo accumulato nella definizione della procedura».

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Redazione

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